Approda all'Eur la neo torre di Babele di Arnaldo Pomodoro. Esclusa definitivamente piazza di Porta Capena dove, per colmare il futuro vuoto dell'obelisco di Axuin, sarà indetto un concorso d'idee internazionale. Piazzale Pier Luigi Nervi, di fronte al Palalottomatica, ospiterà l'opera commissionata all'autore delle celebri sfere dorate in occasione del Giubileo. La scultura di Pomodoro è una spirale di bronzo alta oltre venti metri, con una base larga otto, suggestionata dalle torri orientali e dai tortiglioni barocchi borrominiani. Una fascia che si srotola verso l'alto, un obelisco a metà tra tecnologia e archeologia che aveva avuto finora diverse ipotesi di sistemazione. «Come i Papi installavano gli obelischi agli ingressi dell'Urbe anche l'importante monumento di Pomodoro sarà collocato in una nuova porta della città, dove la Colombo si dirama, uno degli ingressi moderni più importanti di Roma - spiega il Soprintendente comunale Eugenio La Rocca - Entro primavera cominceranno i lavori di preparazione della base. C'è stato un lungo esame prima di decidere il luogo più idoneo, l'opera era troppo grande per rimpiazzare l'obelisco di Axum, dovevamo cercare uno spazio che fosse abbastanza ampio da permettere la visione anche in lontananza. E nell'area delle Terme di Caracalla era necessario anche evitare un contrasto eccessivo tra antico e moderno che poteva creare problemi al paesaggio consolidato». Resta da chiarire da cosa verrà sostituirà la stele etiope. «E' un problema complesso - rileva La Rocca- Dovrà essere sicuramente un'opera analoga, molto leggera, estremamente essenziale. Riteniamo che un concorso internazionale di idee possa essere la soluzione migliore per trovare un artista che sappia ripensare l'obelisco di Axum e lo sappia rinnovare idealmente trovando la misura giusta per uno spazio così delicato che non entri in collisione con l'immagine del Circo Massimo e del vicino Palatino. Come d'altronde dovrà essere studiata attentamente anche la sistemazione complessiva dell'area». E così anche l'annosa querelle dell'obelisco di Axum è ormai alla fine. Ieri, infatti, sono cominciati i lavori per la disarticolazione della stele che dovrebbero concludersi entro la fine del mese. La lastra funeraria tornerà in Etiopia. Gli operai stanno sezionando i vari blocchi sovrapposti che costituiscono il monumento e lavorano su un'alta impalcatura di tubi metallici che circonda completamente la stele. L'obelisco, alto 24 metri e pesante 160 tonnellate, e di roccia silicata simile al granito e fu portato via nel '37 dalle truppe italiane su ordine di Mussolini. Doveva celebrare i 15 anni della marcia su Roma. Da quando è stato portato a Roma si trova davanti al palazzo della Fao che durante il periodo fascista ospitò il ministero per l'Africa italiana. In passato contro la restituzione del monumento alla città di Axum si sono pronunciati in tanti, da Vittorio Sgarbi all'onorevole alleanzino Gramazio.