Un supermarket allArlecchino mini alloggi nellex Aldebaran -------------------------------------------------------------------------------- Niente più film porno, lArlecchino di via Guicciardini saluta. E al posto della sala a luci rosse più blasonata della città arriva una galleria commerciale. Forse anche un piccolo supermercato della catena "Il centro". Ad annunciare laddio e la trasformazione dellArlecchino, la Dia (dichiarazione dinizio dattività) comunicata agli uffici edilizia del Comune, un documento che attesta lavvio dei lavori di ristrutturazione apparso in questi giorni proprio allingresso dello storico cinema. Protagonista della trasformazione la società proprietaria dellimmobile, la Soprarno srl che ha sede in via San Michele degli Scalzi a Pisa. Una società che ha come amministratori gli imprenditori Franco Mestrelli e Maria Gabriella Gentili, ma controllata al 60 per cento da Maurizio Mian, ricercatore farmacologo, socio del quotidiano lUnità e di fatto portavoce della Gunther Corporation, trust internazionale intestato al cane lupo tedesco che ha ereditato una fortuna miliardaria. Il cinema che proiettava film a luci rosse dalla metà degli anni Settanta non è vincolato, ricorda la soprintendente ai beni architettonici Paola Grifoni. E non è neppure inserito nellelenco comunale dei locali da tutelare. Per la trasformazione, che mantiene comunque la destinazione commerciale, non ci sono grandi ostacoli. Almeno in teoria, perché in realtà lArlecchino, costruito alla fine degli anni Cinquanta sul progetto dellarchitetto Antonino Jodice, annovera al suo interno elementi decorativi di riguardo: dai pilastri al corrimano in ceramica delle scale realizzato da Arnaldo Miniati ai pannelli dipinti a tempera nel 1958 da Vinicio Berti. La parete di fondo, invece, è coperta da un dipinto a tempera di Mina Malvezzi. Che fine farà tutto questo? «Anche se il cinema non è vincolato, tutte queste decorazioni sono tutelate per legge: si tratti di stucchi o elementi decorativi, tutto deve rimanere al suo posto, per rimuovere qualcosa è necessaria una apposita autorizzazione», avverte la soprintendente Grifoni. Almeno adesso tutte queste opere torneranno ad essere visibili per il grande pubblico: dopo oltre trenta anni di servizio a luci rosse, lArlecchino lascia il posto ai banchi di vendita. Daltra parte neppure il mercato del cinema vietato ai minori non è rimasto immune dalla crisi: «Il calo di spettatori si è registrato soprattutto nellultimo anno», dicono i gestori. E anche per lArlecchino era questione di tempo. Resta per ora in attività il vecchio cinema Italia di via Nazionale, unica mèta per gli appassionati del settore: «E per il momento non si prevedono chiusure», fa sapere Carlo Bucciolini, che oltre allItalia gestiva anche lArlecchino e lex Aldebaran di via Baracca, destinato a far posto a tanti mini appartamenti: «Ai primi di gennaio inizieremo i lavori di ristrutturazione», annuncia lo stesso Bucciolini. (m.v.)