GROSSETO - Per salvaguardare il paesaggio dagli abusi non c'è che la buona architettura. «Esiste in Italia una minaccia che si chiama Villettopoli, cioè un'alluvione di cemento che fa male al territorio, ma esiste anche il rischio di troppi no alla trasformazione e alla buona architettura». Quasi a voler ribadire il dna familiare (il nonno è stato un famoso architetto) il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli, ospite di Festambiente, a Ripescia in provincia di Grosseto per partecipare ad un convegno sul tema «Il paesaggio: un patrimonio per l'Italia di qualità, spiega la sua posizione. «Quando io voglio combattere i nuovi barbari che vogliono distruggere il paesaggio devo avere come alleati coloro che vogliono fare delle buone realizzazioni. Allora, la negatività di chi si oppone alla loggia di Isozaki a Firenze, o alla nuova struttura a Roma dell'Arapacis, o al ponte progettato da Calatrava a Venezia, ecco quelli che dicono no a qualunque trasformazione, in realtà sono alleati di chi ogni giorno distrugge il paesaggio». Una teoria che, durante il dibattito, è stata applicata alla realtà della Toscana e della dorsale tirrenica che tante polemiche ha suscitato. «Il sì che abbiamo dato al completamento dell'autostrada è nel modo in cui questo sarà concretamente realizzato. Vigileremo con spirito costruttivo perchè si faccia e si faccia bene. La Tirrenica - ha concluso il ministro - bisogna farla. Si può senz'altro trovare un accordo tra le esigenze della mobilità e la qualità del paesaggio». E l'eolico? Deturpa o no il paesaggio?«Non esiste una regola universale. In alcune situazioni è giusto avere cautela perchè c'è un paesaggio vergine da tutelare, ma in molte altre penso che l'eolico è una soluzione positiva» ha risposto. «Dobbiamo tutelare molto il paesaggio - ha concluso Rutelli - perchè è uno dei beni che dobbiamo lasciare ai nostri figli».