Nella sepoltura sono stati recuperati anche i resti di altre due persone, fra cui un bambino di cinque anni La parrocchia pensa a un museo dove esporre gli oggetti antichi che possiede -------------------------------------------------------------------------------- La chiesa di San Martino a Salviano, il più antico edificio sacro livornese, continua a rivelarsi una vera miniera dal punto di vista scientifico e culturale. E' di questi giorni il ritrovamento, effettuato dalla dottoressa Ada Amadei, di un'antica sepoltura giacente sotto il pavimento della chiesa, subito a destra entrando dall'attuale ingresso a una profondità di circa un metro e racchiusa da una copertura in mattoni non integra verso il suo lato nord. Si tratta dello scheletro completo di un uomo adulto e dei resti di almeno altri due, fra i quali un bambino dell'età approssimativa di cinque anni. Sul reperto principale è stata rinvenuta una medaglietta metallica molto incrostata, ora in fase di restauro e di lettura. La sepoltura risalirebbe alla fine del '500 e comunque, visto il livello assai profondo di giacitura, è ricollegata all'originaria pieve di San Martino di epoca medievale (sec. XI) poi inglobata dall'attuale chiesa, il cui complesso è ora in restauro. Sepoltura che fa parte delle varie altre esistenti all'interno dell'antica pieve e di cui, al momento, non è però possibile stabilire la progressione nel tempo. Questa è stata individuata lo scorso anno grazie a una ricerca con georadar a due livelli nella chiesa attuale con cui sono state rilevate almeno sei cavità, presumibili zone sepolcrali. Una scoperta che rientra nell'ambito di un più vasto programma di ricerche avviato un paio d'anni fa partendo dall'individuazione dell'antico cimitero della vecchia pieve di Salviano che verso la fine del '500 era divenuto inutilizzabile per i continui crolli delle mura di cinta tanto da indurre l'arcivescovo di Pisa a ordinare che le sepolture avvenissero all'interno della chiesa (1597). Altri rinvenimenti erano emersi qualche mese fa nella parte più recente dell'edificio sacro. Nel 1843 la Compagnia del Ss. Sacramento, che dal '600 aveva sede nella chiesa, costruì l'archivio dell'antico sodalizio poggiandolo sopra una struttura il cui ambiente fu poi impiegato per la sepoltura ignota di sei persone di ceto elevato (una delle quali identificata grazie ad una targhetta metallica) come si può ricavare dal loro cospicuo corredo funerario di cui fanno parte oggetti d'ornamento di fattura raffinata e di materiali pregiati (rosari, crocifissi, anelli, gemelli, etc.). In tal senso, nei locali dell'ex archivio della Compagnia, su indicazione del parroco, don Willy Bianco, verrà istituito un piccolo museo della chiesa dove saranno esposti gli oggetti Sinora ricuperati durante le ricerche e altri reperti antichi. Tutti oggetti sinora custoditi altrove in attesa dell'apertura del museo prevista per la fine di quest'anno. La sepoltura appena rinvenuta e quelle trovate nei mesi precedenti saranno oggetto di un apposito studio effettuato dalla dottoressa Amadei nel laboratorio del Gruppo di antropologia e di archeozoologia attivo presso il Museo di storia naturale del Mediterraneo. Lo studio sarà oggetto di una pubblicazione edita in occasione dell'apertura del museo della chiesa. Intanto è stata predisposta anche la visibilità delle sepolture sinora rinvenute mediante la collocazione di una robusta lastra di cristallo. I lavori di ricerca sono stati eseguiti col permesso di Fiorella Ramacogi e Maria Teresa Lazzarini della Soprintendenza di Pisa e di Silvia Ducci della Soprintendenza archeologica per la Toscana, oltre all'Ufficio diocesano per i beni culturali ed alle autorità di polizia mortuaria. La ricerca è stata resa possibile anche grazie ai contributi della Provincia di Livorno, della Fondazione Cassa di Risparmio e della sezione Costruttori edili dell'Associazione industriali. Nel prossimo futuro l'intento è quello di indagare sulla cavità sepolcrale di epoca settecentesca situata nella chiesa attuale, quasi al confine con quella originaria.
LIVORNO.Trovato uno scheletro del '500 nell'antica chiesa di Salviano
La chiesa di San Martino a Salviano, il più antico edificio sacro di Livorno, ha rivelato un'altra sepoltura antica durante una ricerca scientifica. La sepoltura, scoperta dalla dottoressa Ada Amadei, risale alla fine del '500 e contiene il corpo di un uomo adulto e dei resti di almeno altri due persone, tra cui un bambino di cinque anni. Sul reperto principale è stata trovata una medaglietta metallica. La sepoltura è stata individuata grazie a una ricerca con georadar a due livelli nella chiesa attuale, che ha rilevato almeno sei cavità presumibili zone sepolcrali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo