IL DOSSIER La denuncia di Legambiente. Mentre i sindaci chiedono più risorse e più mezzi: controlli dal mare o dal cielo (SALERNO) - Chi può accorgersi di una pedana di legno grezzo spuntata nottetempo sulla roccia? Si difendono così i sindaci della costiera amalfitana, mentre chiedono più risorse e più mezzi nellagosto funestato dalla paura dei crolli, e delle terrazze killer. Tuttavia lestate 2007 aveva segnato il boom degli abusi edilizi, lo testimoniano anche le dettagliate relazioni dellultimo rapporto di Legambiente, Mare Monstrum 2007, che eleggono la Campania ed in particolare quella costa amata dai vip di ogni generazione come «enorme cantiere allaperto». «La colpa è di tutti», ribatte il sindaco di Amalfi, Antonio De Luca. «Da un lato cè la carenza di controlli. Dallaltro una normativa troppo rigida e afflittiva. Che vieta tutto e, di fatto, lascia fare tutto». «È stata la stagione del boom di terrazzi, solarium, piscine, coperture, bar e centri benesseri, completamente fuorilegge, sorti da un giorno allaltro nei comuni di Ravello, Furore, Amalfi, Conca», denuncia il presidente regionale della Campania di Legambiente, Michele Buonomo. Su questi crinali a picco sul mare, borghi entrati nel glamour del turismo internazionale, arrivò esattamente 10 anni fa il riconoscimento dellUnesco come patrimonio mondiale dellumanità: anniversario sfregiato dalla sciagura e dalle continue offese allambiente. Spicca, nelle ore dellinchiesta sul disastro di via Smeraldo, la storia di una singolare "distrazione" che riguarda proprio Conca: ben 4500 metri quadri di giardini e di suolo superprotetto dai vincoli di Stato su cui una società americana stava costruendo un albergo quattro stelle, con annessa beauty farm. È stata la Guardia di Finanza di Salerno a bloccare quelloperazione pochi mesi fa, con sigilli disposti dalla Procura su un affare stimato in 30 milioni di euro. Sei gli indagati eccellenti, tra funzionari e professionisti del Comune e della Soprintendenza ai beni ambientali di Avellino e Salerno: sotto inchiesta per aver concesso autorizzazioni che mai avrebbero potuto essere rilasciate. «Una storia davvero emblematica», spiegano al Comando provinciale delle Fiamme Gialle di Salerno. «Anche perché per far posto a piscina, solarium ed altro erano stati sbancati terreni, giardini e realizzati volumi su volumi». «Un enorme cantiere abusivo a cielo aperto. In costiera amalfitana, ed in generale sulle riviere della Campania siamo come nel far-west, chi arriva pianta la sua bandierina, che sia cemento, o legno fradicio o pali insicuri che sorreggono una pedana, non importa. Le istituzioni se ne accorgono solo quando ci scappa il morto», sottolinea ancora il referente campano di Legambiente. Buonomo ricorda: «Nei primi cinque mesi dellanno i sequestri sono stati 22, per un valore di oltre 53 milioni di euro. Significa che ogni cantiere sequestrato questanno valeva mediamente poco più di 2,4 milioni di euro, con buona pace dellabusivismo di necessità». Unemergenza confermata in pieno dai dati più recenti della Guardia di Finanza di Salerno, le cui pattuglie sono intervenute, negli ultimi 6 mesi, su 25 realizzazioni fuorilegge, denunciando oltre 60 persone. Quasi tutti erano abusi realizzati da strutture alberghiere a cinque stelle o da piccole imprese del turismo. I Verdi annunciano battaglia e Tommaso Pellegrino della Federazione dei Verdi sottolinea: «Urge un monitoraggio attento, aggiornare gli allarmi alle aggressioni di ieri e di oggi che sono state arrecate allambiente». (co.sa.)