In Piazzetta lo hanno battezzato "il blitz di Ferragosto": un investimento di dieci milioni di euro su unarea di mille metri quadri Il progetto di un albergo con box sotterranei allarma il Borgo La zona nel mirino è quella dove attualmente sorge il bar "Cavalluccio" Lassessore regionale allAmbiente, Zunino: "Prima ci sono mille passaggi da superare" -------------------------------------------------------------------------------- In piazzetta lo chiamano già "il blitz di Ferragosto". Che sia un blitz è evidente: lidea di costruire un albergo nellarea adiacente a piazza della Libertà, a Portofino, è datata 1953 e rientra nella prima pianificazione urbanistica di Portofino del dopoguerra. Se negli ultimi 54 anni - discussioni e polemiche a parte - non se nè fatto nulla e se alla vigilia del Ferragosto 2007 lo studio Aras degli architetti De Giorgi e Doria di Genova, per conto dellimprenditore Giuseppe Corti,, ha deciso di presentare il suo "progetto di riqualificazione", qualcosa deve pur essersi mosso. La notizia, intanto. Il costruttore di Voghera (ma vive abitualmente a Tortona) che ha trasformato lantico hotel Miramare sopra Principe in decine di appartamenti privati, con annessa sala Bingo, tenta unoperazione che richiede un investimento valutato attorno ai dieci milioni di euro. Il progetto riguarda unarea di mille metri quadri nella zona dove attualmente sorge il bar Cavalluccio: un albergo di circa trenta camere, una serie di box interrati, più un ristorante. Come stabilito dal Ptcp (il piano territoriale di coordinamento provinciale che decide in quali aree è possibile intervenire e in che misura) il territorio che fa parte dellEnte Parco di Portofino rientra nel cosiddetto regime di conservazione Ni-Ce. Tradotto: il territorio è praticamente intoccabile e tocca in prima istanza alla Regione valutare se esista la possibilità di costruire. Assessore Franco Zunino, lei che è responsabile dellambiente della Regione Liguria, ritiene che si possa costruire un albergo di trenta camere, una serie di box interrati e un ristorante in piazza, a Portofino? "Io questo progetto non lho mai visto - risponde lassessore - Mi sembra comunque che i passaggi da superare siano mille. Insomma, non ne parlerei come se si fosse alla vigilia dellapertura di un cantiere". Ma chi ha a cuore le sorti dellEnte Parco e di quel gioiello che è Portofino ha ragione, o meno, a preoccuparsi? "Naturalmente ci sono, e ci saranno sempre, opinioni diverse - risponde Zunino - Cè un Piano regolatore che prevede la realizzazione, cè lEnte Parco che deve esprimersi sulla conformità dellintervento allinterno del piano paesistico, cè la Regione cui spetta un controllo sia dal punto di vista ambientalistico, che dal punto di vista della pianificazione, e qui bisogna vedere cosa ne dirà il mio collega allurbanistica Ruggeti, e poi lintera giunta. Infine, se non sbaglio, cè anche una questione di un rio che passa lì sotto, e quindi deve esprimersi anche la Provincia, allinterno dei piani di bacino". Tradotto, i passaggi da fare sono ancora mille e non è detto che il tentativo di blitz ferragostano riesca. In piazzetta, ovviamente, temono una stagione di sbancamenti (i box interrati richiedono interventi di grossa consistenza), con un via-vai di camion per almeno tre anni. Presentando il proprio progetto al cronista del "Corriere Mercantile" limprenditore ha infatti confermato che "come minimo, per completare lintervento, occorreranno tre anni. Ho trovato gli amministratori di Portofino molto disponibili e consci di come larea debba essere finalmente riqualificata". Tecnicamente la proposta di albergo e box interrati, adesso, passa al Comune di Portofino che deve convocare unapposita "conferenza dei servizi". Poi occorrerà leventuale assenso dellEnte Parco, quelli della Regione nei suoi molteplici aspetti, quello eventuale della Provincia. E in Regione - sottoposta negli ultimi mesi a molteplici attacchi mediatici e politici sui troppi "placet" dati a nuove costruzioni - non tira aria favorevole per chi vuol togliere verde (anche nel caso si tratti di sterpaglie) per sostituirlo con mattoni.