"Area protetta sulla carta, i visitatori sono infastiditi da un traffico infernale" -------------------------------------------------------------------------------- ROMA - «La situazione di deterioramento della via Appia Antica e del suo comprensorio è un problema gravissimo. Il Parco dal punto di vista sostanziale non esiste ancora: lente è ancora sulla carta. Nella realtà, ci sono un quartiere residenziale di lusso con attività anche incongrue. E una serie di monumenti storici». Il professor Adriano La Regina, presidente dellEnte Parco, richiama lattenzione della politica e degli enti pubblici affinché intervengano per garantire lesistenza e la sopravvivenza del parco urbano fra i più grandi dEuropa. Presidente, perché questo allarme? «Il parco è ancora una prospettiva. Qualunque visitatore venga, non si rende conto di essere in unarea protetta, ma si trova nellinferno del traffico della via Appia dove non è neanche possibile camminare. E poi cè stato questo sviluppo selvaggio delle trasformazioni delle ville». Cosa si dovrebbe fare per porre in qualche modo rimedio a fenomeni come quello del catering che rischiano di snaturare la vocazione del comprensorio archeologico? «Se si parla di costituire un parco pubblico, tutti saltano addosso pensando che si vogliano fare espropri. Questo è falso, ma è doveroso costituire un forte nucleo di proprietà pubblica e condizionare i privati a finalità congrue con il parco. Per farlo, ci vogliono anche comportamenti repressivi nellinteresse pubblico». Come fare a conciliare lesistenza del parco e il rispetto della proprietà privata presente nella maggior parte del suo territorio? «Se si vuole veramente costituire il parco bisogna dargli una dotazione finanziaria per poter almeno esercitare il diritto di prelazione quando qualche privato vende». (a.cus.)