Lobefaro chiede aiuto al Comune: "Serve una delibera per salvaguardare il suolo pubblico del Centro che sarà pedonalizzato" Il minisindaco: "Nelle aree rinnovate, no ad altre concessioni" Una lettera di protesta del sacerdote di S. Carlo contro le bancarelle sul Corso No senza alcuna eccezione a ogni richiesta di nuove occupazioni di suolo pubblico nelle aree del Tridente. A preannunciarlo è il presidente del municipio I, Giuseppe Lobefaro. «Il Comune - spiega il minisindaco del Centro - assieme a noi sta preparando strade e piazze in vista della pedonalizzazione prevista per 2010, quando sarà completato il parcheggio del Pincio. In particolare, vengono allargati i marciapiedi: ecco, noi crediamo che in questi rioni che vengono rinnovati, a una maggiore disponibilità di spazi non debba assolutamente corrispondere un aumento di bancarelle e tavolini. Quindi a ogni richiesta di nuove concessioni di suolo pubblico che ci perverrà, diremo un no secco, confermando una linea già adottata con difficoltà da un paio danni». Da notare che il parere del municipio sulle nuove richieste è obbligatorio ma non vincolante: per questo Lobefaro chiede al Comune - che ha lultima parola sulle concessioni - di intervenire: «Serve una delibera dellaula Giulio Cesare - spiega - perché il Centro non si riempia in breve tempo di nuove bancarelle e nuovi tavolini». E intanto qualche campanello dallarme è già suonato: a via del Corso, per esempio, dove il sacerdote della chiesa di San Carlo ha protestato con una lettera al sindaco e allo stesso Lobefaro perché davanti al sagrato, nellarea appena ampliata, erano sbarcate bancarelle e tavolini per i referendum. O in largo dei Lombardi, ancora sul Corso, a due passi da piazza Augusto Imperatore, in unaltra area fresca di ristrutturazione, il municipio ha ordinato la rimozione di una serie di bancarelle che non erano autorizzate. «Noi continuiamo a vigilare, ed è prezioso anche il lavoro dei vigili urbani del gruppo I - conclude Lobefaro - ma senza una chiara presa di posizione da parte del Comune contro nuove concessioni di occupazioni di suolo pubblico, presto saremo sommersi di tavoli e banchi, e gran parte del lavoro per abbellire il Centro preparandolo alla giusta pedonalizzazione, risulterà vano. Il suolo pubblico della parte più pregiata della città è molto conteso, perché fruttuoso dal punto economico, e proprio per questo servono norme molto rigide e controlli severissimi».