Interviene Nastasi: 'Ingeneroso accusare la Iervolino' Il primo cittadino minaccia querele contro chi 'dice il falso'. Lanza Tomasi: 'Cultura trascurata dalle istituzioni locali' «Falso, è tutto falso. Sono pronta a querelare chi si permette di dire che per il San Carlo nessuno ha mosso un dito. Ognuno ha il diritto di esprimere la propria idea ma c' è anche il dovere di informarsi». Un nuovo capitolo nell' eterna polemica tra il sindaco e gli intellettuali con Rosa Russo Iervolino che non accetta il "documento dei dodici", prima firma il filosofo Aldo Masullo, in cui in relazione al commissariamento del teatro la si accusa di aver «fatto passare vanamente il tempo» e di «non essere intervenuta quando si doveva farlo». Accuse a cui si allinea Gioacchino Lanza Tomasi, ormai ex sovrintendente dopo aver accettato la retrocessione a tempo, fino al 30 settembre, ad assistente del commissario per la sola parte artistica: «Le istituzioni culturali sono trascurate dalle istituzioni locali a vantaggio di iniziative mirate al consenso di massa, che a me non piacciono, come la Piedigrotta e il Maggio dei monumenti». Lanza Tomasi e gli intellettuali accusano le istituzioni ma a fare chiarezza interviene il commissario del San Carlo, Salvatore Nastasi, che raggiunto telefonicamente dopo i due giorni di insediamento a Napoli, ribatte: «Francamente ritengo assai ingeneroso addossare responsabilità di tipo amministrativo e finanziario, che peraltro vengono da lontano, a soggetti esterni al teatro». Frase secca ma con due precisi segnali: è il sovrintendente Gioacchino Lanza Tomasi ad aver preparato e a firmare i bilanci ed è lui per legge il vero amministratore delegato; il sindaco ha la sola rappresentanza legale e gli enti territoriali, comunque, sono soci fondatori per legge. Responsabile del dissesto, dunque, è innanzitutto il sovrintendente. Il commissario, infatti, ha i poteri sia del consiglio di amministrazione appena disciolto sia del sovrintendente. E ha sei mesi, questo il termine contenuto nel provvedimento del vicepremier Francesco Rutelli, per rimettere i conti in ordine, per avviare la copertura di un buco di 19.7 milioni di euro. Iervolino e Nastasi ribattono agli intellettuali ma in difesa del lavoro svolto dalle istituzioni locali, messe complessivamente sotto accusa nel documento firmato tra gli altri anche da Gerardo Marotta e Franco Battiato, è intervenuta anche Rachele Furfaro, consigliere del presidente della Regione Antonio Bassolino con delega alla cultura. «I problemi del San Carlo - sostiene la Furfaro - vengono da lontano. Non dimentichiamo che c' è stata una vacatio di cinque anni da parte del governo di centrodestra con la decisione di tagliare del 40 per cento i contributi alle Fondazioni liriche. è chiaro ed evidente che, di fronte a questa decisione, il teatro napoletano ha subito rilevanti conseguenze negative. La Regione, invece, è puntualmente intervenuta con un contributo annuo di cinque milioni di euro, quest' anno lievitati eccezionalmente a sei proprio per consentire al San Carlo di portare avanti le attività programmate. Uno sforzo che si inserisce nella più ampia iniziativa che Comune, Provincia e Regione stanno realizzando per fare della risorsa cultura una vera industria e che ci ha visti premiati con la scelta di Napoli per il "Teatro Festival Italia" che si terrà per un triennio nella nostra città e con l' approvazione da parte del ministero dei Beni culturali del progetto "Punta corsara" che rappresenta la continuità e l' ampliamento della esperienza di "Arrevuoto"». A muso duro sul "documento dei dodici" è intervenuto anche Fulvio Tessitore, deputato Ds, per dieci anni vicepresidente del San Carlo: «è facile parlare, più difficile è agire. è stata ridotta la stagione lirica di un' opera, è stata ridotta la presenza di orchestre ospiti nella stagione sinfonica, è stata dolorosamente ridimensionata la programmazione dei balletti anche rinunciando al fitto del teatro Politeama indispensabile per l' attività di ballo, sono state ridotte le spese di gestione per oltre un milione, si è accresciuta l' attività di sponsorizzazione pervenuta mediamente a un milione e 500 mila euro l' anno. Purtroppo tali interventi non sono riusciti a compensare la crescente riduzione del Fondo unico dello spettacolo e l' aumento dei costi ma, comunque, sono tranquillo con la mia coscienza e fiducioso nel definitivo risanamento del teatro». Resta un buco di quasi 20 milioni e sui conti interviene anche il segretario provinciale di Rifondazione, Andrea Di Martino: «Chiederò un incontro al neo commissario del San Carlo per capire quali sono i piani per il risanamento». Piani che Nastasi preparerà dopo aver letto le carte. Un ampio faldone che gli farà compagnia durante le ferie.