Treni, alberghi, informatizzazione: i programmi andati a vuoto La radiografia nel documento approvato dalla giunta 'In ritardo tutti gli interventi destinati all' innovazione' Il Dpef del governo esamina lo stato di attuazione dei finanziamenti. Su 32 indicatori di risultato 20 sono negativi Se la raccolta differenziata dei rifiuti supera appena il 5 per cento e l' asticella posta dall' Europa è a quota 35, se per andare in treno da Palermo ad Agrigento occorrono 94 minuti e ne dovrebbero bastare 77, se solo 27 dipendenti pubblici su cento utilizzano Internet e una media accettabile vorrebbe che fossero almeno 40. L' Isola dei "se", degli obiettivi solo ipotetici lasciati sul campo dal flop di Agenda 2000. Target che erano stati fissati al momento di predisporre il Por, il programma di impiego dei fondi europei, ma che a distanza di 16 mesi dall' ultima scadenza restano lontani. Molti, semplicemente irraggiungibili. è una radiografia nitida, quella fornita dai 32 indicatori di risultato riportati dal Dpef del governo regionale. Un breve viaggio dentro ciò che ha funzionato (non moltissimo) e dentro le occasioni perdute del piano da otto miliardi e mezzo di euro che registra una spesa di appena il 55 per cento e recentemente ha subito la solenne stroncatura della Corte dei conti. Così, lo stesso Dpef sottolinea il limite della strategia siciliana, al di là dei numeri: «Tutti gli interventi che possedevano connotati di forte innovazione hanno scontato difficoltà significative in fase di attuazione: diversificazione energetica, ricerca e innovazione, regimi di aiuto per la gestione dei beni culturali e per il trattamento dei rifiuti, integrazione sociale». Nel Dpef c' è l' invito a «investire maggiormente sull' amministrazione per dotare la struttura delle competenze gestionali necessarie. A tali carenze si possono ricondurre i ritardi nelle procedure di valutazione e approvazione dei progetti e i frequenti ricorsi che frenano le procedure d' appalto». Queste difficoltà sono rilanciate anche dagli indicatori di risultato, che traducono in concreto le inefficienze nell' utilizzo dei fondi europei. è vero che il Dpef parla di «quadro sufficientemente positivo», ma vincola il giudizio al completamento di molte opere da terminare tassativamente entro la dead-line del dicembre 2008. In ogni caso, venti dei trentadue obiettivi indicati nel 2000, quando fu elaborato il Por, non sono ancora stati raggiunti. I ritardi più significativi riguardano la raccolta differenziata e la politica di governance delle aree protette: non è stato predisposto alcun piano di gestione e ne servirebbero almeno 15. E non ha fatto un gran balzo il numero dei visitatori nei siti archeologici siciliani: sono circa 3 milioni 600 mila, appena 150 mila in più rispetto al valore iniziale ma 500 mila in meno dell' obiettivo fissato. Positivo, invece, il dato degli ingressi nei musei, che ha superato largamente il target: 992 mila contro 700 mila. è alto il numero di nuove imprese che beneficiano degli aiuti pubblici (203) ma il volume di investimenti, da parte delle stesse aziende, è pari a 82 milioni di euro, lontano dal target di 102 milioni. Cosa ha portato Agenda 2000 al turismo siciliano? In sintesi, ecco la risposta. Da un lato, sono stati mossi i primi passi nel processo di destagionalizzazione dei flussi: ha raggiunto, infatti, il 40 per cento il numero delle presenze in bassa stagione rispetto al totale annuale. D' altro canto, la durata media del soggiorno di ogni turista è addirittura diminuita: si è passati dai 3,43 giorni del 2000 ai 3,2 giorni del 2006. E la valanga di risorse destinate al settore non ha ancora permesso di centrare un aumento significativo di posti letto (195 per 10 mila abitanti contro la media programmata di 220) e dei posti barca: 11.780 a fronte dei 12.300 del target. I ritardi nell' avanzamento dei lavori sulla mobilità urbana sono sintetizzati dal dato che riguarda la circumetnea di Catania: il tempo di percorrenza fra Borgo Nesia e Misterbianco, preso come indicatore di risultato, è bloccato a 15,7 minuti mentre l' obiettivo è (o meglio, sarebbe) quello di scendere a 5,83 minuti. Nel campo dei trasporti va meglio il settore stradale, ma soprattutto per effetto del completamento della Palermo-Messina (atteso da trent' anni): per percorrere tutta l' arteria, oggi servono 165 minuti contro i 218 di qualche anno fa. è cresciuto, ma non ha ancora raggiunto il livello richiesto, il volume di traffico su questa autostrada: mancano all' appello 4 milioni e mezzo di vetture l' anno sui tratti-civetta di Buonfornello e Furiano-Villafranca. Al palo i collegamenti ferroviari: i tempi di percorrenza e la velocità media del collegamento fra Palermo ad Agrigento sono gli stessi di cinque anni fa, anche se il dipartimento trasporti della Regione prevede di centrare gli obiettivi entro fine 2008, quando saranno completati i lavori sulla rete. Ancora pochi i voli regolari dagli aeroporti di Trapani e Comiso anche se è alto il numero delle destinazioni: otto. In attesa che a decollare siano i processi di sviluppo dell' Isola. Ormai è (quasi) tutto rinviato al prossimo programma europeo.