Scatta il sequestro per il sito dove resistono i ruderi della chiesa di Santa Maria dell' Oreto. Lo occupava un' azienda di camini Dopo l' esproprio la Soprintendenza aveva ordinato di puntellare l' edificio il provvedimento Occupazione abusiva di un sito storico monumentale. Con quest' accusa gli agenti del Nucleo tutela patrimonio artistico della polizia municipale hanno denunciato all' autorità giudiziaria Giuseppe e Anselmo Oliveri, titolari dell' omonima società che commercia materiale edile e che sorge ai confini dei ruderi del monastero basiliano e della chiesa di Santa Maria dell' Oreto, in contrada Falsomiele, lungo viale Regione siciliana, a ridosso del ponte Corleone. Posta sotto sequestro un' area demaniale di circa 600 metri quadrati, espropriata nel 2004, trasformata in deposito di beni destinati all' esposizione e alla vendita. Il provvedimento, ordinato dal gip Silvana Saguto su richiesta del sostituto procuratore Ennio Petrigni, prevedeva lo sgombero del sito, che i titolari hanno provveduto a eseguire in autonomia. Quel che rimane dell' edificio ha costituito il baluardo della cristianità in Sicilia subito dopo l' occupazione araba. Fondato nel 1088, il monastero delle monache basiliane era considerato fra le più antiche testimonianze della religione cattolica nell' isola. Ed era anche il luogo che la regina normanna Costanza aveva scelto per il proprio ritiro. Quando le suore si trasferirono nel convento cittadino del Salvatore, la proprietà del monastero passò nella mani di una congregazione religiosa. Nel 1986, dalla chiesa fu portato via tutto ciò che c' era di sacro, fino a cadere in abbandono e a diventare luogo di ricovero per gli animali. Adesso è soltanto un rudere, tenuto in piedi dagli ultimi lavori di puntellamento voluti dalla Soprintendenza ai Beni culturali appena un anno e mezzo fa. Sul tetto crescono piante di capperi e ficodindia. All' esterno, nell' area che circonda il monastero divenuto chiesa di Santa Maria dell' Oreto, la ditta Oliveri aveva trovato posto per la merce in deposito e allestito una piccola zona per l' esposizione dei barbecue. Nei 600 metri quadrati che circondano l' antico monastero, i vigili hanno trovato di tutto. Alle spalle del rudere erano state accatastate montagne di pedane di legno, mentre la parte antistante il punto vendita era diventata vetrina per camini, stufe e forni. «Li abbiamo messi lì provvisoriamente - spiega Domenico Oliveri, 36 anni figlio di uno dei titolari. Dopo l' esproprio da parte del Comune, avvenuto nel 2004, siamo diventati custodi dell' area. Con il sequestro, abbiamo subito provveduto a spostare tutto. La struttura è pericolosa - denuncia - e l' intervento provvisorio della Soprintendenza non è sufficiente a scongiurare il crollo». Dall' inizio dell' anno e con quello di ieri mattina, sono più di 70 i provvedimenti ordinati dalla Procura ed eseguiti dagli agenti del Nucleo dei vigili. Centoventi le persone denunciate.