Ieri in consiglio comunale la decisione unanime e bipartisan. Il timore è che l'imprenditore Romanin possa trasformare il maniero in albergo. Conferenza dei servizi convocata dal sindaco: la decisione sarà assunta il 27 agosto BRINDISI Potrebbe essere una coalizione di amministrazioni pubbliche a contendere il castello svevo di Oria all'imprenditore brindisino Giuseppe Romanin. La Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici e artistici di Lecce, invece, ha già dato forfait, in contrasto con la direzione regionale del ministero dei Beni culturali che suggerisce di realizzare nella fortezza un museo nazionale della Regione dei Messapi. Il 27 agosto si saprà se il Comune di Oria, la Provincia di Brindisi e la Regione Puglia, in concorso col ministero stesso, sono pronti a mettere sul piatto i 7 milioni 750 mila euro necessari, esercitando il diritto di prelazione che le norme attribuiscono a ciascuna di queste amministrazioni, anche singolarmente. Il sindaco, Cosimo Ferretti, ieri mattina ha incassato il sostegno dell'intero consiglio comunale, convocato di urgenza. CONVERGENZA Accantonate, di fronte all'emergenza, le tensioni politiche interne alla maggioranza di centrodestra, che rischia di perdere quattro uomini su 14 (un consigliere ciascuno per Udc, Forza Italia, An e Impegno sociale). Pronta la delibera che affida all'amministrazione civica il compito di verificare, nella conferenza dei servizi del 27, la possibilità di esercizio del diritto di prelazione. «Ribadisco che ciò non è frutto di pregiudizi nei confronti del soggetto privato che ha stipulato l'atto di compravendita con la famiglia Martini Carissimo. E resta sempre la nostra determinazione, nel caso il diritto di prelazione pubblico non dovesse essere esercitato, a ottenere comunque voce in capitolo come città nella destinazione d'uso del castello», ci ha confermato ieri mattina Ferretti. Il presidente della Provincia, Michele Errico, in vacanza, ma con un occhio sempre aperto, ha dettato una breve nota in cui esprime «la più profonda preoccupazione che tale importante testimonianza storica possa venire sfruttata a fini non consoni con gli interessi pubblici». E fa sapere che «l'amministrazione provinciale di Brindisi, ricevuta in data odierna la notifica riguardante la vendita a privati del Castello di Oria, ha iniziato la procedura, in accordo con il Comune di Oria, per valutare l'esercizio del diritto di prelazione da parte degli organismi pubblici. A tale proposito, lunedì 27 agosto sarà indetta una conferenza di servizi da tenersi presso il municipio di Oria tra Comune di Oria, Provincia di Brindisi e Regione Puglia». I TEMPI Ma ci sono i tempi per intervenire? Secondo Ferretti, che ha consultato un legale, la scadenza del diritto di prelazione va spostata al 12 settembre. Ma le intenzioni espresse sul Corriere del Mezzogiorno da Giuseppe Romanin, non tranquillizzano l'amministrazione comunale? L'imprenditore brindisino ha parlato di un recupero del castello alle sue funzioni culturali e l'utilizzo della struttura anche come centro congressi. Niente albergo, e niente ristorante. «La nota ricevuta dalla direzione regionale dei Beni culturali - risponde il sindaco - non è rassicurante». Cosa dice questa nota? C'è una frase in cui si afferma che l'imprenditore privato «sembrerebbe aver intenzione di riadattare l'immobile ad albergo». E questa supposizione ha caricato il meccanismo del fronte comune tra soggetti pubblici. LA SOPRINTENDENZA Parimenti, non va sottaciuta la differenza di opinioni tra Soprintendenza di Lecce e direzione regionale dei Beni culturali di Bari. La Soprintendenza, il 25 luglio - girando alla direzione regionale l'annuncio della compravendita - fece sapere che, «malgrado l'interesse artistico, non si ritiene opportuno l'acquisto (del castello, ndr)». Firmato, il soprintendente ad interim, Attilio Maurano. Il 9 agosto, Ruggero Martines, direttore regionale dei Beni culturali, scrivendo al sindaco, ha invece affermato che, non avendo la provincia di Brindisi un museo di interesse nazionale, «questa direzione ben vedrebbe nel castello un museo dedicato alla Regione dei Messapi». IL PRESIDENTE ERRICO «Siamo preoccupati che tale testimonianza storica possa essere sfruttata a fini non consoni» Oria: Comune, Provincia e Regione insieme per comprare il castello La fortezza di Federico II LA STORIA Il castello di Oria, fatto costruire da Federico II nel 1227, di proprietà comunale sino al 1933, viene ceduto due mesi fa, per poco meno di 8 milioni di euro, dagli eredi dei conti Martini Carissimo all'imprenditore brindisino Giuseppe Romanin (Borgo Ducale, Fael Elettronica, Les Corniches) IL COMUNE Il Comune di Oria viene informato della compravendita solo pochi giorni fa, e scatta la corsa per l'esercizio del diritto di prelazione approdata ieri in consiglio