Itinerari archeologici ed enogastronomici per restituire il fascino del mondo fenicio in Sardegna. SANT'ANTIOCO. Si sente parlare sempre di più della presenza dei Fenici in Sardegna. A questo ha contribuito un progetto nato su impulso dell'assessorato regionale al Turismo, ideato e realizzato dalle società "Vittoria Cappelli" ed "Eikon". Un ciclo di eventi fra mostre, produzioni culturali originali, itinerari archeologici ed enogastronomici, conferenze, per restituire il grande fascino del mondo fenicio germogliato in Sardegna dall'VIII secolo. L'iniziativa ha il patrocinio del ministero per i Beni culturali, che ha inserito l'antica città fenicia di Sulky, vale a dire Sant'Antioco, fra le sette meraviglie da salvare e valorizzare attraverso "Maratonarte", una raccolta di fondi che culminerà in una maratona televisiva in onda sulla Rai dal 5 al 7 ottobre. La manifestazione consolida proprio il programma "Fenici in Sardegna", avvalorato anche da recenti importanti scoperte. Le perle di Sulky, di Othoca, Bithia, Tharros, insieme a tanti altri tesori archeologici, artistici e naturalistici dell'isola, fanno parte di sette itinerari tematici. Dopo gli eventi di spettacolo e la mostra "The fenici portrait", alla Cittadella dei Musei di Cagliari (dal 15 al 30 settembre l'esposizione sarà ad Alghero), ora 250 mila depilante sono stati distribuiti fra porti, aeroporti, alberghi, infopoint. Nel dettaglio, il primo degli itinerari, "Da Krly a Karales a Cagliari: dentro la città attraverso i millenni", si muove nelle vestigia fenicie del capoluogo, prima di tutte il toponimo: il più antico, Krly, si dice derivi da "Kar", che significa roccia, oppure da "Kal" che vuoi dire insenatura. Il secondo itinerario "Tra antiche città fenicie, mare e terre incontaminate: Cagliari, Pula-Nora, Domusdemaria-Bithia, Santadi, Siliqua, Cagliari" si snoda sulle tracce di Nora, Bithia e altri siti minori: un percorso che coniuga aspetti archeologici unici al mondo con rilevanze ambientali di grande impatto. Il successivo "Nelle fertili terre della Trexenta: Cagliari, Pimentel, Senorbì, Decimomannu, Assemini, Cagliari" conduce alla scoperta delle tracce dei punico-cartaginesi che si addentrarono nell' entroterra, abbandonando il mare. Da Cagliari verso nord, lo scenario è quello delle campagne della Trexenta, uno dei distretti agrari più ricchi dell'isola. "Tra approdi di mare: Villasimius, Cuccureddus, San Priamo, Cagliari", porta invece intorno al golfo di Cagliari, in zone molto famose per le spiagge e il mare. C'è la possibilità di effettuare queste escursioni anche dalle località balneari di soggiorno, ad esempio da Villasimius, centro abitato sin dall'età prenuragica, fino a Capo Carbonara a sud. "I Fenici e il metallo, dal Sulcis all'Iglesiente: Sant'Antioco, Iglesias (zona mineraria), Fluminimaggiore, Guspini, San Pietro" è il percorso ad anello che viene proposto in questo itinerario, ricchissimo di emergenze archeologiche, artistiche, etnografiche e naturalistiche, comprende due isole e un distretto minerario che collega questi luoghi alla presenza in Sardegna non solo dei Fenici, ma anche dei successivi dominatori. L'itinerario "La ricchezza dei Fenici in Sardegna: il Campidano di Oristano" si snoda in una della zone umide più importanti del mondo e, soprattutto, sulla penisola del Sinis, che chiude a nord il golfo di Oristano e che oggi è riserva protetta. Vi sorge il principale sito fenicio di Sardegna, uno dei più importanti di tutto il Mediterraneo: Tharros. Il viaggio termina con "La porta di accesso a nord: Olbia", nel capoluogo gallurese, di epoca fenicia restano solamente pochi frammenti: ma Olbia definì la sua trama urbana in età punica quando raggiunse una grande prosperità. Nell'ambito del progetto, inoltre, una rete di 24 ristoratori, selezionati nei diversi comuni dei territori toccati dagli itinerari, propone menù tematici sui Fenici.