Puntuale come ferragosto, ritorna alla ribalta la conclamata volontà dei rispettivi proprietari di cedere le isolette di Mal di Ventre (Cabras) e di Budelli (La Maddalena). D'estate la Sardegna fa notizia e il grido d'allarme sul pericolo della speculazione rimbalza anche sui mass media nazionali ed internazionali. In realtà quelle isolette sono super-tutelate (vincolo paesaggistico, vincolo di conservazione integrale, area protetta, sito di importanza comunitaria) ed i loro proprietari quindi non vedono l'ora di trovare un acquirente, possibilmente pubblico, dal quale ricavare il massimo possibile di quattrini. Ora la Regione autonoma della Sardegna, per bocca del presidente Renato Soru e dell'assessore dell'urbanistica Gian Valerio Sanna, ha annunciato di aver avviato i sondaggi per verificare l'ipotesi di acquisto. Non si tratta certo di beni ambientali "a rischio cemento", tuttavia, se la Regione conduce le trattative da posizioni di forza essendo isolette inutilizzabili a fini edificatori e spunta un prezzo contenuto, va sempre bene acquisirle al demanio pubblico e destinarle a quella Conservatoria delle coste che, istituita in via amministrativa nel marzo 2005 e quale agenzia con la legge regionale n. 22007 (art. 16), tuttora attende piena operatività. Alla gestione della Conservatoria delle coste, invece, è opportuno destinare tutte quelle aree costiere di importante rilievo ambientale del demanio militare in via di dismissione, come ad esempio la Sella del Diavolo, sulle quali Comuni e privati potrebbero cercare di metter le mani per la realizzazione delle solite "iniziative di valorizzazione turistica e ambientale" che spesso e volentieri portano solo degrado. Basti pensare proprio al Comune di Cabras che, attraverso la gestione dell'Area marina protetta del Sinis, intende realizzare una rete di nuovi approdi turistici nel bel mezzo di un mare che dovrebbe esser difeso anche dall'eccessivo traffico diportistico. Approdi, guarda caso, anche a Mal di Ventre.