La risposta immediata del Sindaco che si è impegnato ad affrontare i problemi (tantissimi) del Pra' della Valle, le reazioni di associazioni e di tanti esponenti della cultura dimostrano che l'obbiettivo del restauro del Pra' della Valle è condiviso da tutti i padovani. Il Prà è amato. Ma come capita spesso, è amato ma non è conosciuto. O è conosciuto poco. Qualche anno fa un assessore comunale alla cultura , Pier Luigi Fantelli, ripubblicò il racconto, apparso nel 1786, di tutta l'operazione Pra' della Valle ideata da un grande esponente illuminista della nobiltà veneziana Andrea Memmo. Intanto si potrebbe ristampare l'opuscolo e diffonderlo nelle scuole padovane. Non è una operazione erudita. E' un modo intelligente di far studiare storia economica e di far capire le dinamiche di una intelligente operazione di un menager , di un precursore della attuale società dei consumi e degli spettacoli. Detto semplicemente il patrizio veneto Andrea Memmo a Venezia è poco conosciuto perché la sua grande opera si trova a Padova, mentre a Padova è poco conosciuto perché è un veneziano. Non appartiene alla nobiltà padovana. Il nostro amato sindaco decisionista vuole impegnarsi subito a restaurare le 78 scassatissime statue. Noi diciamo un momento : valutiamo bene le alternative che sono almeno due. O il restauro delle statue necessariamente parziale o l'esecuzione delle copie. Perché restauro necessariamente parziale ? Basta esaminare il restauro delle statue eseguito negli anni Novanta del Novecento. Sono rimaste fuori tutte le iscrizioni sui basamenti delle statue ormai largamente illeggibili. Va bene che è latino ma anche le iscrizioni fanno parte del monumento.Come dimostra la lettura degli atti della giornata di studio del 6 aprile 1990, stampati a cura del Comune, il titolo esatto è . "Il Prato della Valle e le opere in pietra calcarea collocate all'aperto" Padova ha dei docenti universitari, degli studiosi, dei tecnici di alta qualità perfettamente in grado di illustrare i pro e i contro delle due soluzioni, o il restauro o l'esecuzione delle copie delle statue. Un mese prima o un mese dopo non fa una grande differenza. Nessuno chiede al Sindaco di avere fretta. E' possibile che anche il Consiglio comunale sia in grado di offrire un suo contributo. E' vero che le 78 statue 78 sono abbandonate all'inquinamento dal 1990 ma è anche vero che ci sono stati degli interventi positivi in Pra' della Valle: restauro di palazzo Memmo, belle manifestazioni sportive e culturali. Non è il caso che anche davanti alla difficile situazione del Pra', un ammalato grave, ci dividiamo fra Montecchi e Capuleti. Una volta chiarito che tutti i padovani sono per la salvezza delle 78 statue 78, senza distinzione di partito, si tratta di valutare con calma e senza pregiudizi la soluzione giusta. Oltre al salvataggio delle statue ci sono tanti altri problemi da affrontare. Prima di tutto quello del traffico privato molto inquinante. Esso è collegato ai problemi del Bassanello. Ai problemi del trasferimento della zona ospedaliera. Se una parte delle automobilisti trovasse conveniente parcheggiare prima del ponte infernale del Bassanello, il numero delle auto in Pra' potrebbe diminuire. Se il trasferimento delle zona ospedaliera si realizzasse rapidamente, le auto che attraversano il Pra' diminuirebbero notevolmente. Noi siamo dalla parte dei cittadini e fra i cittadini ci sono anche i commercianti, compresi quelli veramente intelligenti e coraggiosi che si trasferiscono dalla piazza delle Erbe al Pra'. Il centro storico deve sviluppare un fascino ed una seduzione permanenti che non si ottengono con i parcheggi dentro il centro storico. Il problema è un altro offrire dei mezzi rapidi che colleghino il centro storico con i parcheggi scambiatori in periferia. Veramente rapidi ed efficienti. Il sindaco sospetta della partecipazione confusa e generica. Va bene. Ma se si creasse una commissione ristretta per gestire il Pra' dodici mesi all'anno, non sarebbe male. Diciamo le cose come stanno: Padova ha tanti monumenti, troppi monumenti. Gli assessori all'Edilizia monumentale non si sono mai dimostrati dai tempi della Prima Repubblica ad oggi all'altezza dei compiti. I funzionari meno che mai. Il Pra' della Valle con tutti i suoi acciacchi è una sfida. E' una risorsa per fare diventare la città sempre più bella. La bellezza unisce. La bruttezza divide e rende stupidi. Dobbiamo evitare che il Pra' diventi sempre più brutto e trascurato. I giovani di Legambiente sono intervenuti in modo scientifico sui mali del Pra'. Magari a scuola nessuno gli ha raccontato la storia di Andrea Memmo. Adesso si tratta di muoversi tutti assieme, di usare le infinite risorse della nostra città. Della nostra Università. In questo quadro si colloca la proposta degli Amissi del Piovego, già avanzata nel 1986, di stombinare il canale Alicorno, il quale dovrà avere due sentieri ai lati collegati con le mura cinquecentesche. Per favore, lasciamo da parte i progetti vergognosi di parcheggi sotterranei proprio in piazza Rabin. Piuttosto si pensi a svuotare l'edificio dell'ex Foro boario e a dargli una destinazione più decente. Si possono coinvolgere anche i frati della Basilica del Santo, un grande centro culturale che tiene in piedi la vita in tutta la zona del Pra' della Valle. Non c'è da prendere paura davanti alla richiesta dei frati che le corriere dei pellegrini possano parcheggiare il più vicino possibile alla basilica. E infine un coraggioso editore padovano ha ristampato poco tempo fa un bellissimo libro su l "Prato della Valle" a cura di Lionello Puppi. Perché non diamo a Puppi l'incarico di una grande mostra su "Padova ai tempi di Andrea Memmo"?
Padova. Non solo le statue. Il recupero del Prato è una sfida per tutta la città
Il Sindaco di Padova si è impegnato a restaurare il Prà della Valle, un'area storica del centro città. Le associazioni e gli esponenti della cultura hanno espresso il loro sostegno al restauro, ma ci sono diverse opzioni da considerare. Il Sindaco vuole restaurare le 78 statue del Prà, ma ci sono due alternative: il restauro parziale o l'esecuzione delle copie. Un gruppo di cittadini, compresi i commercianti, sostiene che il centro storico deve sviluppare un fascino ed una seduzione permanenti, e che ci sono problemi come il traffico privato e il trasferimento della zona ospedaliera. Una commissione ristretta per gestire il Prà è stata proposta.
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