Piatti e bicchieri d'argento, finemente cesellati e ricoperti con lamine d'oro; vesti preziose; bracciali sbalzati: orecchini con granati e perle e avori: ninnoli e profumi. Roma, Pompei, Ercolano, Oplontis, le ville d'otium da Baia a Sorrento, il lusso, la ricchezza, l'eccesso. Tutto questo sarà in mostra in «Lusso e decadenza. La vita dei Romani sulle rive del Golfo di Napoli». La rassegna, curata dalla Soprintendenza Archeologica di Napoli (ma ci saranno pezzi anche da Pompei) con la collaborazione internazionale di Germania e Olanda, aprirà alle visite domani a Haltern am See, in Germania, e vi resterà sino al 21 novembre 2007. Duecento opere in tutto, tra reperti, affreschi e preziosi manufatti, testimonianze uniche di un'epoca e di una necessità: quella di mostrarsi capaci di vivere nel lusso, che dopo Haltern am See si muoveranno tra e il Focke Museom di Bremen, tra dicembre e giugno 2008, e il Museum Het Valkhof di Nijmegen, in Olanda, dall'agosto 2008 a gennaio 2009; per ritornare, dal 6 febbraio 2009, all'Archaologische Staatssammlung di Munchen, ancora in Germania. «Il lusso necessita di ammiratori e di iniziati» scriveva duemila anni fa il filosofo romano Seneca, indicando lo sfarzo esibito senza risparmio da tanti dei suoi contemporanei. E quale posto migliore di quello offerto dalle coste campane per metterlo in evidenza? Vicino a Baia, la pusilla Roma, la piccola Roma, meta preferita dalle matrone «in» e dai ricchi all'eccesso, c'era la villa di Ortensio Ortalo, oratore e rivale di Cicerone. Là, Ortensio dialogava con le amate triglie, che dissetava a sfamava personalmente, e regalava orecchini d'immenso valore alla murena preferita. E a Napoli c'era Vedio Pollione, un «uomo iniquo», a detta di Cicerone, che s'era fatto costruire il complesso del Pausilypon, una dimora che per bellezza e grandiosità poteva rivaleggiare con le domus patrizie più belle: affacciava, la villa, dalla collina che da lei prese il nome di Posillipo, su uno squarcio di costa napoletana unico che andava da Trentaremi alle isole della Gaiola, a cala San Francesco, fino a Marechiaro. Ma anche a Ercolano, a Pompei, a Oplontis o a Stabiae, i proprietari delle ville dettavano moda e stili di vita, facevano tendenza. A Oplontis, nella villa di Poppea si son trovati i resti di un profumo a base di patchouli, essenza rarissima e altrettanto costosa. A Pompei, nella casa del Menandro, quando gli archeologi giunsero alla cantina, vi trovarono due casse stracolme di argenterie: ottantaquattro chilogrammi di argento cesellato e dorato. A Boscoreale, alla periferia Nord di Pompei, nella casa del banchiere Cecilio Giocondo si rinvennero, nel 1895, oltre a un magnifico tesoro fatto di 120 pezzi d'argento e nove d'oro, anche uno straordinario impianto termale con serbatoi per l'acqua calda e fredda, ancora funzionante. Quell'impianto, adesso, del tutto restaurato dagli specialisti nei laboratori della Soprintendenza archeologica di Napoli, con vasca in bronzo, sarà uno degli elementi sui quali si appunteranno gli occhi di chi vedrà la mostra. Una sequenza unica fatta di pitture parietali, di opere d'arte di bronzo (alcuni reperti sono stati restaurati dagli esperti del Suor Orsola Benincasa) e di marmo, monili d'oro di squisita fattura e numerose animazioni tridimensionali. E poi c'è la decadenza, descritta dagli autori antichi che puntano il dito contro un certo ceto nobiliare sempre più lontano dal modo di pensare e dai valori tradizionali che fecero grande Roma. Critiche concrete che vengono evidenziate dalla mostra attraverso una scelta oculata dei pezzi in esposizione, proposti in modo da guidare lo sguardo del visitatore dietro le apparenze e la falsa facciata di una vita lussuriosa. Molti reperti, di incomparabile valore, vengono esposti per la prima volta fuori d'Italia. Sarà possibile riproporla a Napoli? «Speriamo - dice Maria Luisa Nava, soprintendente archeologa - anche se sarà difficile. Quei reperti, però sono sempre visibili nelle collezioni del nostro museo, un contenitore che non teme nemmeno la crisi della spazzatura, per così dire, visto che quest'anno ha aumentato il numero dei visitatori del 7. E non è poco, quando gli altri scendono».