Stio Cilento, un piccolo borgo sospeso nel tempo, a pochi passi da Paestum e Velia ma lontano anni luce dalle rotte del tradizionale viaggio a Sud. Ora l'antico villaggio, arroccato sulla splendida Valle dell'Alento, rompe l'ancestrale silenzio e si appresta ad entrare nei circuiti d'élite del turismo culturale, puntando sull'arte contemporanea grazie alla fortunata combinazione di aver dato i natali allo scultore Antonio Trotta, tra i promotori a La Plata del Gruppo «Sì» e protagonista del Padiglione argentino alla Biennale di Venezia del 1968, complice l'amicizia con Lucio Fontana. Così, per festeggiare i settant'anni del maestro post-informale, Stio gli dedica nella storica Casa Gliemmo, recentemente acquisita e restaurata dalla Provincia di Salerno, un museo-archivio permanente che ha, però, l'ambizione di aprire le porte anche ad altri artisti dei nostri tempi. Il taglio del nastro della neonata struttura si terrà sabato prossimo alle 18,30, presente Trotta che ha lasciato Pietrasanta, la località dove vive e lavora alternando il soggiorno alla più caotica Milano, per un tuffo amarcord nei luoghi dell'infanzia, quelli che abbandonò, giovanissimo, per seguire la famiglia emigrata a Buenos Aires. Come omaggio alla sua terra, lo scultore ha donato otto opere realizzate tra gli anni Settanta ed Ottanta, insieme ad un ricco corredo iconografico fatto di progetti, modelli, fotografie, libri, cataloghi e scritti. «Giacchè ci troviamo in piena Magna Graecia - dice Trotta - ho scelto quei lavori che più sono legati alla mia riflessione storico, letteraria e poetica sulla cultura eleatica, greca e bizantina. A partire dagli anni Settanta, infatti, ho deciso di riaffermare il linguaggio dell'arte occidentale, riscoprendo sia i soggetti storici e mitologici che materiali nobili come il bronzo, il marmo e il mosaico». Il museo sarà aperto tutti i giorni, ad esclusione del lunedì e dei festivi, dalle 8,30 alle 19,30.
A STIO CILENTO. Per Trotta un museo sulla grecità
Stio Cilento, un piccolo borgo in Puglia, sta entrando nel circuito del turismo culturale grazie alla sua storia artistica. Il villaggio è stato il luogo di nascita di Antonio Trotta, uno scultore post-informale, e ha ospitato l'amicizia tra Trotta e Lucio Fontana. Per celebrare i settant'anni di Trotta, il villaggio ha aperto un museo-archivio permanente nella Casa Gliemmo, recentemente restaurata. Il museo ospita otto opere di Trotta realizzate tra gli anni Settanta e Ottanta, insieme ad un ricco corredo iconografico.
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