Parla la nuova direttrice Anna Maria Reggiani, che si è insediata ieri L'AQUILA Vuole fare dell'Abruzzo l'ombelico d'Italia attraverso la valorizzazione e tutela dell'immenso patrimonio artistico, archeologico e paesaggistico. Questo in sintesi l'obiettivo ambizioso della nuova direttrice generale per i Beni Culturali Anna Maria Reggiani, giunta direttamente dalla capitale dove ricopriva il ruolo di direttore dei beni archeologici del Lazio. Piuttosto critica nei confronti della riforma Urbani, la dottoressa Reggiani intende restituire più poteri alle tre soprintendenze (Psae-Bap e archeologica) mantenendo in capo alla direzione generale un ruolo di coordinamento e soprattutto di razionalizzazione delle risorse. Al primo posto un rapporto più diretto con il pubblico e con le associazioni portatrici di interessi diffusi; da potenziare perciò il già esistente Urp. «Per l'Abruzzo non sogno un turismo dei grandi numeri perché ha detto porterebbe soldi solo nelle tasche delle multinazionali. Credo invece, nel turismo culturale sostenibile. Quello per cui basta un pulmino e una buona tradizione enogastronomica. Tesori di cui il territorio abruzzese è ricco». E a proposito di risorse la direttrice Reggiani conta di ottenere finanziamenti attivando i canali europei. «Cominceremo da subito - ha detto - a fare, spero, buoni progetti». Tra le altre priorità della Reggiani anche l'attivazione di un Osservatorio soprattutto al fine di gestire con trasparenza i rapporti con le istituzioni locali. «Tutto deve essere pianificato insieme ha detto Nulla deve essere lasciato alla estemporaneità; altrimenti si rischia di realizzare soltanto delle cattedrali nel deserto» Chiaro il riferimento alle opere che soprattutto nel capoluogo stanno avendo un iter tormentato quali il metrò, il piano parcheggi e l'ampliamento della Statale 17.
Più poteri alle tre Soprintendenze
La nuova direttrice generale per i Beni Culturali Anna Maria Reggiani si è insediata a L'Aquila. Vuole valorizzare e tutelare il patrimonio artistico, archeologico e paesaggistico dell'Abruzzo. La Reggiani è critica nei confronti della riforma Urbani e intende restituire poteri alle tre soprintendenze. Vuole migliorare il rapporto con il pubblico e le associazioni. La Reggiani non sogna un turismo dei grandi numeri, ma un turismo culturale sostenibile. Ha anche parlato di finanziamenti europei e di un Osservatorio per gestire i rapporti con le istituzioni locali. La Reggiani ha anche espresso la necessità di pianificare bene i progetti e di evitare l'estemporaneità.
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