Ricco di significato solo il campanile dell'edificio religioso che sorge nel quartiere Europa Negli ultimi decenni la costruzione più rilevante è la chiesa di Sant'Andrea Ci vorrebbe una struttura che dia una caratteristica nuova, ma non se ne intravede una È possibile pensare, nel Duemila, ad una novità per lo skyline della città o, per forza di cose, bisogna fermarsi a costruzioni disette-otto secoli fa? In corso Europa Unità, c'è la chiesa di S. Andrea apostolo. E' una bella chiesa. Vagamente goticheggiante. Con tanti sìmboli e richiami anche al territorio, alla storia della città, alla chiesa locale, n particolare più evidente di S. Andrea, comunque, è il campanile: una sorta di vela contiene tre nicchie aperte con le campane, e la vela si appoggia ad una gigantesca croce. Uno dei bracci corti della croce è spezzato e ricurvo, in modo da assumere le fattezze di un capo reclinato, su cui è posta una grande corona di spine. La croce, poi, verso il basso ha una sorta di syirgolettatura che simboleggia le ginocchia di un uomo appeso ad una croce, n campanile, dunque, propone una croce che è anche l'immagine di Cristo crocifisso. Può piacere. Non può piacere. Ma per chi in città è vissuto sempre ricordando le chiese in una sorta di litania storico artistica (la cattredrale, S. Domenico, S. Nicola, S. Francesco, l'Annunziata, S. Agostino e così via), tutte chiese ovviamente antiche e sto-riche, quella di S. Andrea apostolo è una novità. Che, appunto, può piacere o non piacere. Ma è una novità. Un segno caratteristico. La decima tappa di questo viaggio tra i luoghi della città, alla ricerca di segnali di cambiamento nel corso degli ultimi due decenni, è dunque dedicata al campanile di S. Andrea. Ma, e mai come questa volta, il viaggio non è solo tra i luoghi fisici, è anche un tentativo di fare considerazioni, di porre domande, di elencare dubbi. E la croce con il capo reclinato e la corona di spine, qualche domanda la provoca. Una città ha il diritto di andare oltre la propria storia, le proprie tradizioni, il proprio passato? Riteniamo di sì. Cambia l'economia, mutano le istituzioni, nascono nuovi quartieri. Per quale motivo, ci si chiede, non si dovrebbe avere il coraggio di mutare anche i segni distintivi di una città? Siamo più chiari: Andria è sempre stata la città dei tre campanili, cioè delle tre torri campanarie della cattedrale, di San Francesco (la più alta), di san Domenico. Ma dovrà essere sempre così? Non si può pensare ad Andria con un nuovo segno caratteristico, ad una nuova costruzione, ad un nuovo simbolo? Il campanile di s. Andrea si porta dietro queste domande. E la sua forma particolare, il suo disegno originale (può piacere, può non piacere) sono una diversità anche se, naturalmente, non c'è competizione per via dell'altezza, nettamente inferiore a quella dei tre campanili storici. Ma vogliamo andare oltre: ci sarà mai il coraggio di pensare ad un nuovo elemento architettonico che dia una caratteristica nuova alla città che non sia un campanile? Chessò, una torre civica comunale, o un palazzo delle comunicazioni? Domande che si innestano su un quesito ancor più a monte: è possibile pensare, nel Duemila, ad una novità per lo skyline della città o, per forza di cose, bisogna fermarsi a costruzioni di sette-otto secoli fa? Domande che rimandano a concezioni culturali. Domande sotto un campanile diverso dagli altri. Che può piacere, che può non piacere.
Architettura, la città che non cambia
La chiesa di Sant'Andrea apostolo a Andria è un edificio religioso che sorge nel quartiere Europa. Il campanile della chiesa è una struttura unica e caratteristica, con una forma originale e un disegno che simboleggia la croce di Cristo crocifisso. La chiesa è una novità rispetto alle altre chiese storiche della città, e il campanile è un segno caratteristico della città. Tuttavia, la domanda è se la città possa andare oltre la sua storia e le sue tradizioni, e se sia possibile pensare ad una nuova costruzione che dia una caratteristica nuova allo skyline della città.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo