Insediata la Reggiani. Pentrella parla di metro, Palazzo Adamoli e scempi sulla costa Ha subito dimostrato padronanza del territorio e idee chiare su quanto e cosa c'è da fare in Abruzzo, in materia di tutela ambientale, ma non fine a se stessa, bensì con lo sguardo attento ai monumenti come «vero» veicolo turistico e di sviluppo economico dei piccoli centri. È il pensiero della nuova direttrice regionale dei Beni culturali d'Abruzzo, Anna Maria Reggiani, che si è insediata all'Aquila. Tra le priorità che la direttrice subentrata a Roberto Di Paola, trasferito in Friuli , Anna Maria Reggiani, ha indicato nel suo mandato in Abruzzo («che potrebbe durare tre mesi o tre anni, secondo quanto verrà stabilito con la riforma in atto del ministro Rutelli», ha sottolineato), c'è quella di «restituire autonomia ai tre soprintendenti, sia in campo vincolistico, sia per i lavori. La mia attività sarà di coordinamento e di gestione». Prima della conferenza di presentazione, la direttrice si è incontrata con i tre soprintendenti regionali, Ruggero Pentrella (Beni architettonici), Anna Maria Imponente (Beni artistici) e Giuseppe Andreassi (Beni archeologici), che hanno partecipato alla presentazione, nella splendida sala conferenza di Palazzo Fibbioni, appena ristrutturato per ospitare la sede della Direzione regionale, nel cuore del centro storico dell'Aquila. Anna Maria Reggiani arriva da Roma, dove era direttore generale nazionale dei Beni archeologici. «Non si tratta di promozioni o bocciature di carriera, perché siamo tutti pari livello». Un aspetto, la direttrice, ha tenuto a chiarire: «L'Abruzzo è stata una mia scelta e non per la vicinanza dell'Aquila a Roma non farò la pendolare, mi stabilirò qui, ma perché conosco questa regione, il suo enorme patrimonio culturale, e si può fare un grande lavoro, perché il turismo che fa crescere il Paese economicamente, non è quello delle folle nelle città d'arte: quello arricchisce solo le multinazionali e i tour operator. Il turismo "vero" è quello dei piccoli centri, che hanno una chiesa, una piazza antica, una necropoli, dove vanno scolaresche e piccoli gruppi. Questa è la linea che voglio seguire, in accordo con associazioni, Comuni e tutti gli enti locali». Sono stati toccati anche alcuni temi "caldi", come la metropolitana dell'Aquila, il cui progetto «dovrà essere valutato dal Comitato tecnico scientifico che opera presso il ministero, così come il piano parcheggi del comune dell'Aquila. «Il Comitato di settore per ben due volte si è espresso con parere contrario al passaggio della metro lungo via Roma», è intervenuto l'architetto Pentrella, «in cui insistono beni architettonici vincolati dalla Soprintendenza. A tutt'oggi noi non abbiamo ricevuto nessun progetto da parte dell'impresa costruttrice, che con la convenzione ha sollevato il Comune da tutti gli oneri, amministrativi ed economici». L'architetto Pentrella ha citato anche altri esempi, in Abruzzo, di «poca collaborazione» tra enti locali e Soprintendenza Bap e Direzione regionale, come l'abbattimento del Palazzo Adamoli a Teramo (come si può "smontare" un palazzo in muratura? Mica sono blocchi di pietra), e degli scempi lungo la costa, come l'abbattimento di casette storiche a Tortoreto e a Roseto, per costruire nuovi centri. Tutto questo, spero, finirà».