Il rettore Mannelli per dare il via al 'trasloco' della facoltà di Agraria dalle Cascine chiede 35 milioni di euro UNA SETTIMANA fa le chiarine di Palazzo Vecchio suonarono e dalla Provincia e dalla Regione arrivarono forti e chiari gli squilli di tromba che annunciavano la firma dell'accordo con il Demanio per la cessione della proprietà della Fortezza da Basso. Finalmente i tre enti sarebbero diventati proprietari dello spazio espositivo, finalmente sarebbero stati possibili finanziamenti e ristrutturazioni edili e aziendali. Anni di stillicidio e, alla fine, la firma risolutiva era stata messa. La Fortezza, ma anche il vecchio edificio di Sant'Orsola, nel cuore di San Lorenzo, sono stati dichiarati salvi. Un protocollo d'intesa articolato e complesso che coinvolge altri otto immobili fiorentini, fra questi gli edifici che ospitano la facoltà di Agraria alle Cascine (trasferiti dal Comune allo Stato). E proprio questo è attualmente il ventre molle dell'intera operazione: quello che potrebbe far saltare il protocollo e con esso il piano di ristrutturazione dell'ente Fiera e l'intera risistemazione dell'area espositiva interna alla Fortezza. Il complesso delle Cascine è composto da undici fabbricati di varia tipologia edilizia che si trovano all'interno del parco storico. Valore stimato del bene, 82 milioni e 270mila euro. Attualmente gli edifici sono in gran parte utilizzati dalla facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Firenze che gode di un contratto di cessione gratuita a tempo indeterminato. Il protocollo d'intesa firmato a Roma una settimana fa si impegna «a mettere a disposizione dell'Università degli Studi di Firenze e specificatamente alla facoltà dì Agraria nelle forme e nei modi che saranno con la medesima convenuti, il complesso immobiliare della Caserma Quartieri di proprietà dello Stato». LA CASERMA in questione è vicina, ma non fa parte del nuovo polo universitario di Sesto Fiorentino, quello dedicato a tutte le facoltà scientifiche. E poi si tratta di un edificio militare abbandonato da anni e totalmente da ristrutturare. Costo stimato dell'operazione, 35 milioni di euro. Il 'piccolo' problema da risolvere, quindi, vale 35 milioni di euro. Chi li pagherà? Il Comune? L'Università? La domanda non è peregrina, perché la cifra è ingente e l'Università ha più volte sottolineato di aver già dato fondo a tutte le sue risorse per i precedenti trasferimenti, di doverne ancora operare e di non poter quindi investire ancora per adeguare l'edificio. Quindi, fino a quando la caserma in questione non sarà trasformata e resa adatta alla facoltà di Agraria, l'Università non potrà spostarsi dagli immobili delle Cascine. Né la 'girandola' di immobili prevista dal protocollo potrà avvenire. Fortezza da Basso e Sant'Orsola compresi. SUL TEMA è intervenuto con un'interrogazione il consigliere regionale delPUdc Marco Carraresi, che ha rivolto un'interrogazione al presidente della Regione, Claudio Martini. «Il fatto è spiega Carraresi che oltre al protocollo d'intesa firmato a Roma nei giorni scorsi e presentato come un grande risultato ottenuto dalle tre amministrazioni (Regione, Provincia e Comune), l'Università ha in mano anche un protocollo firmato nell'ottobre del 2004 con il Comune che si è dichiarato pronto ad accollarsi tutte le spese derivanti dai trasferimento della facoltà che l'Università ha sempre inteso 'chiavi in mano'. E ora dove sono i 35 milioni di euro cui nessuno ha accennato?».
L'Università punta i piedi, a rischic l'accordo della Fortezza
Il rettore dell'Università degli Studi di Firenze, Mannelli, ha chiesto 35 milioni di euro per il trasferimento della facoltà di Agraria dalle Cascine a Fortezza da Basso. Il protocollo d'intesa firmato a Roma ha stabilito che il complesso delle Cascine, composto da undici fabbricati, sarebbe stato ceduto all'Università. Tuttavia, il problema è che il complesso della Caserma, vicina alle Cascine, è abbandonata e da ristrutturare, con un costo stimato di 35 milioni di euro. L'Università ha già dato fondo alle sue risorse per i precedenti trasferimenti e non può investire ulteriormente.
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