"E' GIUSTO porgere un omaggio a tutti i caduti, ma a una condizione: che non si tradisca la storia. E su questo capitolo di storia c'è chi era dalla parte del torto, i nazifascisti, e chi era dalla parte della ragione e ha combattuto per la libertà e la democrazia: confondere le due pagine non servirebbe a nessuno". Nei luoghi della memoria, là dove 63 anni fa vennero trucidate 560 persone e oggi sorge il Parco della Pace, le parole del vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli, a Sant'Anna per l'anniversario dell'eccidio, risuonano come un monito: l'invito a non dimenticare «chi col suo sacrificio si è battuto per un'idea di giustizia che oggi accomuna l'Europa». Parole che questa piccola comunità arroccata nel cuore delle Apuane accoglie con rispetto e dignità. La stessa dignità che ieri mattina ha attraversato il pubblico raccolto sotto il monumento ossario, quando il ministro per i beni culturali ha annunciato che il governo ha deciso di rifinanziare con un milione e mezzo di euro la legge che ha istituito il Parco. Soldi che serviranno per completare il centro d'accoglienza per l'alta formazione per la pace: una sorta di campus immerso tra il verde delle Apuane che, nelle intenzioni degli amministratori, dovrebbe ospitare decine di studenti provenienti da tutto il mondo per studiare e approfondire i temi legati all'integrazione e al dialogo tra ì popoli. Qui il regista americano Spike Lee ambienterà il suo prossimo film: una pellicola sull'eroica resistenza dei soldati di colore impegnati sulla linea gotica. «Lee è uomo di grande sensibilità ha detto Rutelli e sono sicuro che il film sarà un capolavoro». Non è mancata una parola a sostegno degli italiani caduti in Kosovo e a Nassiriya e di tutti i volontari che «si battono per portare un messaggio di non violenza». Infine un monito per mettere in guardia contro la recrudescenza del neofascismo e di tutti gli estremismi di destra e sinistra: «La malapianta non è stata estirpata e continua a riprodursi».