Ambientalisti critici dopo il «sì» ai lavori di Santa Maria del Mare «La commissione di Salvaguardia? Non ha più credibilità scientifica e ha perso il ruolo di garante tecnico degli interessi della città, vista anche la rapidità degli iter di valutazione su opere di grande impatto ambientale. Chiediamo ai ministeri per la Tutela del Territorio di intervenire con urgenza». Un appello e un durissimo atto di accusa quello lanciato ieri dalle associazioni ambientaliste veneziane. Italia Nostra, Wwf, Lipu, Vas ed Ecoistituto del Veneto hanno inviato una lettera ai ministri dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio e dei Beni Culturali Francesco Rutelli, oltre che al sindaco Massimo Cacciari e per conoscenza ai ministri Di Pietro (Infrastrutture) e Mussi (Ricerca Scientifica). Invitano i responsabili a intervenire per fermare un'azione, quella dei cantieri del Mose a Santa Maria del Mare, che «ignorando leggi vigenti e vincoli, sta per distruggere un patrimonio importantissimo per la città e il territorio». Le associazioni criticano duramente le modalità con cui a tempo di record, alla vigilia delle ferie di agosto, la commissione che secondo la legge Speciale dovrebbe appunto «salvaguardare» il territorio della gronda lagunare da interventi non compatibili, ha dato il via libera al grande progetto dei cantieri per la costruzione dei cassoni in calcestruzzo. Un parere richiesto quasi un anno dopo l'avvio della costruzione. Che secondo l'Edilizia privata del Comune aveva bisogno di autorizzazioni paesaggistiche, perché in parte situato su territorio comunale e dentro la conterminazione lagunare. «Il 31 luglio scorso», scrivono le associazioni, «la commissione di Salvaguardia ha approvato il progetto del cantiere di Pellestri-na per la prefabbricazione degli enormi cassoni di spalla e di base del Mose, cercando così di sanare a posteriori un evidente illecito». «Chiediamo anche», scrivono le associazioni ai ministri, «che siano rese pubbliche le motivazioni che hanno protato ad esempio i rappresentati del ministero perla Ricerca scientifica e della Soprintendenza ad esprimere un parere favorevole». Si riaccende dunque la polemica sulla contestata decisione della commissione del 31 luglio. E sul via libera arrivato all'enorme cantiere, da tempo anche nel mirino dell'Unione europea. Il commissario all'Ambiente Stavros Dimas ha aperto una procedura d'infrazione sui lavori che non avrebbero rispettato le norme europee sulle aree protette.
Italia Nostra, Wwf, Lipu, Vas ed Ecoistituto scrivono ai ministri Rutelli e Pecoraro Scanio: Salvaguardia senza più credibilità
Le associazioni ambientaliste italiane, come Italia Nostra, Wwf, Lipu, Vas e Ecoistituto del Veneto, hanno lanciato un appello ai ministri dell'Ambiente e dei Beni Culturali, chiedendo di intervenire con urgenza per fermare i lavori dei cantieri del Mose a Santa Maria del Mare. Le associazioni criticano duramente le modalità con cui la commissione di Salvaguardia ha dato il via libera al progetto, che secondo loro è stato approvato a tempo di record e senza rispettare le norme vigenti.
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