Presentata la scoperta dell'ateneo di Trieste. Scarel: «Per la Mela dei reperti ili scavi devono essere organici» AQUILEIA Gli scavi condotti dalle Università? Devono rientrare in un progetto organico e coerente. Non ha senso intaccare giacimenti di inestimabile valore storico e culturale con azioni isolate, senza pensare alla conservazione e valorizzazione dei reperti. Il sindaco Alviano Scarel, pur sottolineando la soddisfazione nel vedere la città degli scavi come fulcro delle ricerche scientifiche e archeologiche che coinvolgono i giovani, ha richiamato l'attenzione sulla necessità di effettuare le ricerche in modo corretto, senza «bucare dappertutto» indistintamente. L'appello è stato lanciato nel corso della presentazione delle ultime scoperte partorite dall'ateneo triestino. «Dobbiamo dare luogo a operazioni che sappiano attirare l'interesse della gente, mettendo i ritrovamenti a disposizione della collettività e dei turisti», ha detto Scarel. La cerimonia allo scavo di via Gemina è stata inaugurata dall'intervento di Fabio Ruzzier, prorettore dell'Università di Trieste. Hanno altresì preso la parola Federi-ca Fontana, ricercatrice dell'ateneo giuliano e direttrice dello scavo, il sindaco di Ru-da Palmina Mian, Andrea Balanza in rappresentanza della Regione e Maria Rosa Mezzi della Soprintendenza. Fontana ha precisato che «lo scavo dell'ateneo giuliano è programmato, dettato da precise motivazioni di carattere scientifico, con finalità di ricerca, didattica, valorizzazione. È uno scavo estensivo, in area interamente demaniale, i cui risultati potranno chiarire l'intera stratificazione di vita della città proprio per la sua collocazione topografica tra il foro e il porto fluviale, punti nodali della struttura urbanistica della città antica. I mosaici individuati nel 2005 - ha sottolineato l'archeologa - sono stati restaurati, vengono coperti e protetti per evitare danni e degrado dovuti agli agenti atmosferici. Al termine delle indagini e sulla base dei risultati ottenuti, per poterli rendere comprensibili a tutti, verranno messi a punto interventi di musealizzazione (percorsi di visita, pannelli didattici, ecc.) in accordo con la Soprintendenza che dovrà dare il necessario assenso alla sistemazione definitiva dell'area. L'ateneo di Trieste auspica che, ai fini della valorizzazione e della fruizione, il ministero dei Beni Culturali si attivi per la piena valorizzazione del sito».