Via libera del Cipe alla Patrimonio spa. Il comitato interministeriale per la programmazione economica ha approvato ieri la direttiva che stabilisce le sette linee strategiche per la nuova società pubblica che valorizzerà ed eventualmente privatizzerà i beni statali Obiettivi e vincoli. La società gestirà con efficienza e alienerà il patrimonio dello Stato rispettando requisiti, vincoli e finalità proprie dei beni pubblici e tutte le tutele esistenti su di essi. I beni della società. Potranno essere trasferiti alla Patrimonio crediti, concessioni, beni immateriali, beni mobili e immobili, h anche «ogni componente dell'attivo dello Stato» incluse le partecipazioni in società nel caso in cui esse operino esclusivamente nel settore immobiliare. II patrimonio storico-culturale. Il trasferimento alla Patrimonio dei beni di particolare valore storico, artistico culturale e ambientale non modificherà in alcun modo i vincoli gravanti su di essi. La loro alienazione potrà avvenire esclusivamente se la legge vigente lo consente e in ogni caso con l'autorizzazione dei ministero per i Beni culturali o del ministero per l'Ambiente. Tutela del patrimonio. La società voluta dal ministro dell'Economia, Giulio Tremon-ti, osserverà tutte le forme di tutela previste per la difesa del demanio e del patrimonio indisponibile, rispettando il ruolo di ogni amministrazione statale e locale competente. Organigramma e principi operativi. La struttura della società sarà snella, e Patrimonio - ha stabilito il Cipe - opererà seguendo i princÏpi di imparzialità, trasparenza, efficienza ed economicità. Codici e rapporti. La società guidata dal-ramministratnre delegato Massimo Ponplli-ni, ex vicepresidente della Bei (Banca europea per gli investimenti) si doterà di un codice etico di comportamento, e presenterà al Cipe e quindi al Parlamento una relazione di sintesi annuale sull'attività svolta. Il coordinamento. Patrimonio spa manterrà una stretta collaborazione col ministero dell'Economia, dei Beni Culturali, dell'Ambiente, dell'Agenzia del Demanio e degli Enti locali coinvolti. Ma l'opposizione non Ú soddisfatta. Alfonso Pecoraro Scarno, presidente dei Verdi, annuncia: «O si modifica la legge oppure punteremo sul referendum abrogativo».