LA SOLUZIONE Per il primo cittadino «vanno verifìcate tutte le implicazioni con i soggetti pubblici e privati» sul destino dell'ex fabbrica L'APPELLO II presidente della Regione: basta, non possiamo vivere sulle spalle dei fallimenti del governo Prodi, ora tocca a noi dire qualcosa IL SINDACO Lo stop del soprintendente servirà per una riflessione Se ne occupa il sindaco. Letizia Moratti interviene sulla vicenda della palazzina ex Alfa annunciando che «useremo i trenta giorni fissati dalla Soprintendenza per un approfondimento di tutti i fattori in gioco, verificandone le differenti implicazioni con i soggetti pubblici e privati chiamati in causa». Come noto, il soprintendente Alberto Artioli ha disposto di fermare i lavori in corso in via Gattamelata, in attesa di decidere se la palazzina che ospitava la portineria dell'Alfa Romeo, ultima parte dell'edificio perché il resto è già abbattuto, destinata lei stessa alla demolizione, debba essere vincolata. A sollecitare l'intervento del soprintendente era stato l'assessore Vittorio Sgarbi secondo cui «è incivile non conservare memoria della storia cittadina» e abbattere un edificio che, tra l'altro, è stato immortalato da Luchi-no Visconti in una scena di Rocco e i suoi fratelli. Sgarbi, a sua volta, era stato chiamato in causa da un comitato di cittadini, guidato dal consigliere provinciale di An, Giovanni De Nicola, che si era simbolicamente incatenato davanti al cantiere. L'assessore all'Urbanistica, Carlo Masseroli, dopo aver ricordato che il progetto ha ottenuto in cinque anni di iter le approvazioni di soprintendenza, giunta e consiglio, ha fatto quattro conti: secondo le stime dei suoi tecnici, bloccare i lavori, rivedere il progetto e ritrattarlo con la proprietà dell'area comporterebbe per il privato un costo aggiuntivo di venti milioni di euro, cui si sommerebbe un ulteriore esborso di almeno due milioni da parte del Comune per recuperare l'edificio che si vorrebbe salvare. La Moratti, fuori Milano per un periodo di vacanze, è costantemente in contatto con entrambi gli assessori e con il soprintendente: nei giorni scorsi, il sindaco aveva affidato al vice direttore generale Rita Amabile il compito di coordinare le verifiche sullo stabile e sulle eventuali conseguenze, in termini di costi e tempi, che un blocco comporterebbe. Spiega il sindaco: «Guardare al futuro e rispettare la nostra storia. Sono queste le due dimensioni, due direttrici, che segnano tutto il lavoro della nostra giunta». In-somma, l'obiettivo è cercare una mediazione utile che sia in grado di garantire entrambe queste esigenze: «Siamo infatti tutti impegnati conferma la Moratti in un percorso ambizioso, che punta a coniugare tradizione e innovazione». Ora, c'è un mese a disposizione. Nel frattempo le ruspe in via Gattamelata resteranno ferme e ciascuno potrà approfondire le proprie considerazioni. Quando la Moratti avrà il quadro chiaro, porterà il tema in giunta.