Laboratorio politico innovativo che prospetta una sinergia di evidente matrice federalista Un paradigma inedito che fungerà da modello e sarà esportato ad altre realtà. La Fondazione Aquileia rappresenta un laboratorio politico assolutamente innovativo, un archetipo che delinea vasti orizzonti e prospetta una sinergia di evidente matrice federalista che prevede la stretta collaborazione tra tutti i livelli politici contemplati nel panorama italico, Stato, Regione, Provincia e Comune. Rispetto la fallimentare esperienza afferente il museo egizio di Torino, enormi passi in avanti sono stati compiuti al fine di confezionare una traccia nuova e funzionale. Il battage mediatico ha immediatamente catalizzato l'attenzione di altri poli archeologici, Ravenna in testa. E' quindi corretto asserire che Aquileia diventa un modello da seguire e imitare su scala nazionale. La legge che istituisce la Fondazione Aquileia, unica per struttura e forma, conferisce alla città degli scavi un ruolo di assoluta rilevanza in ambito regionale e nazionale e si pone come legge prototipo per altre realtà; nello specifico, il Comune di Ravenna sta seguendo con molta attenzione la vicenda per capire se esistano i presupposti per ripercorrere l'iter seguito dal centro della Bassa Friulana. Mauro Travanut, capogruppo Regionale DS cui non possono essere disconosciuti i meriti per lo storico risultato raggiunto, precisa: «La città di Ravenna ha richiesto un'interlocuzione al Sindaco Alviano Scarel per chiedere delucidazioni circa il percorso che ha portato alla costituzione di una legge speciale; il capoluogo emiliano presenta un patrimonio archeologico -culturale di valore assoluto che lo accomuna, per certi versi, ad Aquileia. Il nostro centro si è avvalso di una collaborazione costante e proficua tra l'Amministrazione, la Regione e il Ministero; la visita del vice Premier Rutelli, avvenuta nello scorso autunno, ha consentito di instaurare un dialogo con lo Stato che si è rivelato determinante nel superare gli inghippi iniziali».