Aquilaia - II decentramento di poteri a beneficio della periferia. E' questa una delle anime della Fondazione Aquileja (con una voluta "j"), lo strumento con cui Ministero, Regione e Comune intendono restituire alla città degli scavi il ruolo primario in ambito turistico e culturale che la storia impone. Lodovico Nevio Puntin e Renato Iacumin, componenti aquileiesi del comitato paritetico chiamato a redigere lo statuto, hanno marcatamente posto l'accento su questo aspetto "federalista" della legge, il cui fine ultimo è coinvolgere e rendere partecipi tutti i gangli del tessuto sociale aquileiese. La logica della distribuzione equa delle competenze, la volontà di investire la comunità di un peso rilevante, il progetto di collaborazione partecipata sono alla base dell'istituzione del "comitato rappresentativo di partecipazione", uno degli organismi che formerà la Fondazione e non avrà solo un ruolo consultivo ma sarà chiamato ad avanzare proposte che dovranno essere vagliate dall'organo Consiglio di Amministrazione. La bozza di Statuto prevede, oltre al Presidente, il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio dei revisori anche il Comitato tecnico-scientifico. Il Comitato di partecipazione (ex Agenda 21 cultura -Barcellona) sarà composto dal primo cittadino, da tre consiglieri comunali (formazione trasversale, è contemplata la presenza della minoranza), un referente indicato dall'assessorato regionale alla cultura, un rappresentante dell'assessorato regionale al turismo, un esponente della provincia di Udine, tre cittadini di Aquileia (espressione concertata dal Consiglio), i concessionari degli scavi (principalmente le università di Trieste, Udine e Padova). A questa composizione si aggiungeranno il direttore regionale del Ministero dei Beni Culturali (attualmente dr. Soragni) ed il Soprintendente dei beni archeologici (attualmente Lo Schiavo), che assieme alla dott.ssa Reggiani hanno attivamente collaborato in seno al Comitato misto. La finalità della legge, che rappresenta un paradigma che potrebbe essere esportato e fungere da modello per altre realtà, è la valorizzazione archeologica, storica e al contempo urbanistica di Aquileia, fermo restando la tutela in capo allo Stato; lo sviluppo culturale non può prescindere da un adeguato sostegno dei soggetti economici. Proprio il ruolo dei privati, inserito nella bozza di Statuto e nell'Accordo Stato-Regione, cui tuttavia devono ancora essere limati gli ultimi dettagli, si rivelerà rilevante al fine di garantire un consono sostegno finanziario. Dall'approfondita e articolata illustrazione effettuata dai due relatori d'eccezione, è emerso chiaramente come si siano dovuti superare diverse visioni tra Regione, Stato e Comune nella ripartizione di funzioni e competenze; il riconoscimento di poteri alla periferia (alla comunità ed ai cittadini) ha rappresentato uno scoglio nell'iter di stesura dello statuto. La sensazione è che debbano essere definiti ancora dei passaggi chiave prima della cerimonia di firma dell'atto costitutivo della Fondazione Aquileia presso un notaio.
Aquileia. La città-gioiello, simbolo delle radici cristiane riscopre il suo ruolo grazie a una Fondazione
La Fondazione Aquileja è un'istituzione creata per valorizzare la città di Aquileia attraverso la gestione degli scavi e la promozione del turismo e della cultura. Il comitato paritetico ha redatto lo statuto, che prevede la partecipazione di tutti i gangli del tessuto sociale aquileiese. Il comitato rappresentativo di partecipazione sarà composto da rappresentanti del Comune, della Regione, del Ministero dei Beni Culturali, delle università e dei concessionari degli scavi. La legge ha lo scopo di valorizzare la città, tutelando la cultura e lo sviluppo economico. La Fondazione sarà gestita dal Consiglio di Amministrazione e dal Comitato tecnico-scientifico.
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Bene culturale
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