Recupero della fontana della Triennale. L'intervento sponsorizzato dalla Mapei. La Soprintendenza: vogliamo vedere il progetto. I busti torneranno a Parco Sempione. Sgarbi: servono 69 mila euro, contro i 500 mila dell'ultimo preventivo Bagni Misteriosi di De Chirico, via al progetto di restauro. Con sponsor: c'è la disponibilità del presidente della Mapei, Giorgio Squinzi. Dopo anni di attese e di rimpalli, l'assessore Vittorio Sgarbi ha rotto gli indugi e ha deciso che si metterà mano alla scultura in parte ospitata all'interno del Parco Sempione, in parte ricoverata nei magazzini della Triennale. Ma la Soprintendenza frena: serve un nostro parere e non abbiamo ancora visto il progetto». Sui Bagni, dunque, è stata fatta luce. li restauro costerà 69 mila euro invece degli oltre 500 mila dell'ultimo progetto depositato in Comune. Maurizio Cadeo, responsabile dell'Arredo Urbano spiega: «Sì. Abbiamo trovato un preventivo di questo tipo. Ma prevedeva un'operazione più complessa». Ritornano i busti di De Chirico. «Restauri, taglio ai costì» Parco Sempione, recupero alla fontana. Sgarbi: l'intervento costerà 69 mila euro, otto volte meno all'ultimo preventivo «A un certo punto, qualcuno dovrà pur decidere». E ha deciso lui. La filosofia di Vittorio Sgarbi, che ai più suonerà quanto meno come una forzatura, servirà forse a mettere la parola fine sulla vicenda lunghissima dei Bagni Misteriosi, la scultura di Giorgio de Chirico in parte ospitata all'interno del Parco Sempione in parte ricoverata nei magazzini della Triennale, che da un decennio versa in condizioni di degrado in attesa dei lavori di restauro. L'assessore Sgarbi ha trovato lo sponsor e il restauratore e, il 27 luglio scorso, ha deciso di porre fine ai rimpalli fra assessorati «che avrebbe lasciato ancora tutto fermo» dando, di fatto il via ai lavori. Una procedura che non mancherà di sollevare problemi, ma Sgarbi chiede che sia applicato il «metodo Botero» inaugurato dal sindaco Letizia Moratti. «Quando è comparsa la W in mezzo alle gambe della statua posta di fronte a palazzo Marino, nel giro di poche ore il sindaco ha disposto, a mio parere sbagliando la valutazione estetica, di far cancellare quel segno. Io vorrei che si fosse ugualmente decisionisti e tempestivi in questo caso, vergognoso e incivile». Detto, fatto. Presa carta e penna, Sgarbi si è rivolto alla Moratti e direttamente al presidente della Mapei, Giorgio Squinzi, che aveva dato la disponibilità a finanziare l'intervento di restauro: «Sono a impegnarla con questa lettera, inviata anche al restauratore Gianfranco Mingardi, a iniziare l'intervento secondo il preventivo presentato a questo assessorato entro e non oltre il primo di settembre». All'assessorato il compito di «garantire la sorveglianza sul rigore del restauro» che costerà 69 mila euro invece delle cifre esorbitanti previste fin qui. Dai 300 mila euro previsti nel 2002, si era arrivati agli oltre 500 dell'ultimo progetto depositato in Comune. Maurizio Cadeo, responsabile dell'Arredo Urbano, conferma: «Abbiamo in effetti trovato un preventivo del genere, che però prevedeva un'operazione più complessa con anche la realizzazione di una copia di tutti i pezzi della scultura». E dunque? «Credo che questa volta Vittorio abbia ragione. I nostri uffici si stavano ingarbugliando e la vicenda pareva destinata a prolungarsi ancora: ma qui si tratta di fare un semplice restauro che quindi esula dalle mie competenze e dalle mie possibilità di valutazione. Sgarbi ha trovato lo sponsor, fa bene a dare il via all'intervento». A dirla tutta, nella lettera l'assessore fa riferimento al fatto che i lavori verranno successivamente deliberati dalla giunta, durante la seduta del prossimo 31 agosto. «Ma poiché l'intervento non comporta spese per l'amministrazione garantisce l'assessore possiamo procedere fin da subito senza gare, assegnazioni e complicazioni varie». L'opera, realizzata da De Chirico nel 1973, era ospitata all'interno del Parco Sempione: ma il materiale utilizzato, la pietra di Vicenza, si era ammalorata. Ancora peggio avevano fatto i vandali che avevano lasciato scritti e graffiti. E così, l'allora giunta Albertini aveva fatto ricoverare i pezzi più importanti dell'opera alla Triennale ed era partita la bagarre del restauro. Nel 2002, il vicesindaco Riccardo De Corato, aveva annunciato la svolta: trovato lo sponsor, definito il progetto, pareva tutto fatto. «In realtà spiega De Corato la Soprintendenza aveva posto una serie di vincoli e problemi che hanno nuovamente bloccato tutto». Conferma il soprintendente Alberto Artioli: «Abbiamo fatto decine di riunioni e di verifiche sui Bagni Misteriosi, coinvolgendo anche l'Istituto centrale di restauro. I problemi fondamentali sono un paio: il primo è capire quale metodologia di restauro sia opportuno seguire, perché i colori originari si sono perduti e andrebbe deciso se ripristinarli e come. La seconda grossa questione è quella della copertura: il Comune aveva pensato di proteggere l'opera con una teca. Senza arrivare a questo eccesso, si potrebbe definire una pensilina, scelta magari con un concorso di idee, che metterebbe i vari pezzi al riparo dagli agenti atmosferici». E il progetto di Sgarbi? «Siamo ovviamente favorevoli al recupero di questa scultura. Serve però il nostro parere: e, francamente, noi abbiamo ancora visto nulla». ARTE E SIMBOLI. I CASI APERTI VITTORIO SGARBI, ASSESSORE A un certo punto qualcuno doveva pur decidere. Così ho trovato il restauratore e lo sponsor privato per risolvere una questione vergognosa e incivile ALBERTO ARTIGLI, SOPRINTENDENTE Siamo favorevoli al recupero di queste sculture. Serve però il nostro parere e francamente finora non abbiamo visto alcun progetto d'intervento