Dunque a chi la responsabilità dell'orrrido ascensore del Vittoriano? Nessuno, al ministero dei Beni culturali risponde "a noi", anzi. Lo scarica-barile delle colpe, cominciato subito dopo il sollevarsi delle critiche allo scempio estetico e simbolico portato all'Altare della Patria, a via del Collegio romano si è accentuato all'indomani del cedimento strutturale delle vetrate degli ascensori. E così sia il direttore regionale Luciano Marchetti sia la soprintendente dei beni architettonici di Roma Federica Galloni in queste ore si danno un gran da fare per stornare da loro ogni responsabilità sull'affaire Vittoriano. Luciano Marchetti fa sapere di essere solo succeduto alla conduzione della direzione regionale dell'architetto Ruggero Martines e Federica Galloni di essere stata nominata soprintendente solo nel 2006 a progetto avviato, mantenendo su incarico della direzione regionale del Lazio la direzione dei lavori ma in questa funzione non ha mai preso parte ai lavori della commissione. Insomma il progetto i due se lo sono trovato tra i piedi. L'obiezione però è: perché Marchetti in qualità di direttore regionale non ha bloccato il progetto? E anzi ha firmato la determina per l'approvazione? Perché la Galloni non ha espresso come soprintendente alcun parere contrario? E ancora: perché il progetto degli ascensori al Vittoriano non è mai stato sottoposto al parere del Comitato tecnico scientifico del ministero e del Consiglio superiore dei Beni culturali? Infine una curiosa coincidenza: il progettista dell'ascensore Paolo Rocchi insegna nella stessa università di Federica Galloni e di Corrado Bozzani architetto dei Beni culturali e componente la commissione che ha dato il via libera alla realizzazione dell'orrida struttura. Coincidenze...
Beni culturali2. Chi autorizzò lo scempio. Ascensori al Vittoriano ecco i responsabili
Il Vittoriano a Roma è stato colpito da un cedimento strutturale delle vetrate degli ascensori. Il ministero dei Beni culturali non ha assunto la responsabilità dell'orrida struttura. Il direttore regionale Luciano Marchetti e la soprintendente Federica Galloni hanno cercato di stornare la responsabilità. Marchetti sostiene di essere stato succeduto al ruolo di direttore regionale e Galloni di essere stata nominata solo nel 2006. Tuttavia, l'obiezione è che Marchetti non avrebbe dovuto approvare il progetto e Galloni non avrebbe dovuto esprimere un parere contrario.
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