Cè un nuovo destino per «Le Nuove» di Torino, lex carcere di corso Vittorio Emanuele. La struttura, di proprietà dellAgenzia del demanio, da tempo era oggetto di interesse da parte del Comune, che intende ampliare lì gli uffici giudiziari del tribunale. Mancava solo lapprovazione finale dello Stato. Ora le trattative si sono chiuse: gli uffici tecnici del demanio hanno sottoscritto il protocollo dintesa e le perizie hanno stabilito il valore dellimmobile che comprende tutta larea tra corso Vittorio, via Borsellino, corso Castelfidardo e confina sul retro con le Officine Grandi Riparazioni. Si tratta di 21 milioni di euro che la città deve dare allo Stato per prendere possesso delledificio, ma è già stato stabilito che la partita si chiuderà non con una cessione di denaro ma con uno «scambio». Ieri alla Giunta comunale è stato comunicato che il demanio aveva accettato laccordo e sono stati presentati i termini dellofferta, che tra un paio di settimane, alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, dovrebbero essere ufficialmente approvati con una delibera. La struttura, da tempo in disuso, passerà nelle mani del Comune in cambio di tre altri immobili. Anzitutto sarà ceduta una palazzina della Spina 3, quella allangolo tra via Verolengo e via Orvieto: ad occupare i 98 appartamenti e i 109 box saranno gli agenti della polizia penitenziaria e le loro famiglie. Passerà al demanio anche la scuola del quartiere delle Vallette, in viale dei Mughetti, dove adesso sono ospitati i giudici di pace. Infine una caserma di Cavoretto, dove adesso è ospitata la polizia di Stato: le forze dellordine resteranno lì, ma invece di pagare laffitto al Comune ora saranno in una struttura statale. «Si tratta di un passaggio fondamentale - sottolinea lassessore comunale allUrbanistica, Mario Viano - verso la realizzazione della futura cittadella giudiziaria di Torino». Lex carcere, infatti, sarà ristrutturato per ampliare gli uffici giudiziari e ospitare in particolare il tribunale di sorveglianza, lufficio delle intercettazioni telefoniche, larchivio notarile e gli uffici dei giudici di pace, «sfrattati» dalla sede delle Vallette date in permuta al demanio. Per il momento è stata accantonata però lidea di un tunnel che colleghi lattuale palazzo di giustizia con «Le Nuove». Unaltra ala, invece, quella più antica delle celle, sarà destinata a scopi culturali per musei e manifestazioni e probabilmente affidata alla gestione di Torino Musei. «Il progetto esecutivo sarà pronto la prossima primavera, quando partiranno i primi appalti», aggiunge Viano, che oggi ne ha dato comunicazione alla giunta. I cantieri potrebbero così essere aperti entro la prossima estate, ma resta però il problema delle risorse: il progetto vale in tutto una quarantina di milioni di euro, sebbene ad oggi ne sia disponibile soltanto la metà.