IL Sottosegretario ai Beni culturali Andrea Marcucci, che tra laltro ha anche delega sui beni della Toscana, accoglie con favore la richiesta che parte dalla direzione regionale toscana e dai suoi prestigiosi istituti culturali. «E unidea su cui lavorare - esordisce - e a settembre ne parlerò con il direttore regionale Lolli Ghetti, per valutare bene un piano e verificarlo. Riconosco lesigenza che la sostiene e dovremo aprire una trattativa con il Demanio, i costi per la ristrutturazione sono alti, esigono un piano di investimenti elevato, si parla di 20 milioni di euro». Marcucci non nasconde che limpegno è economicamente gravoso. « A Firenze poi - prosegue il sottosegretario - siamo già impegnati con nuovo auditorium per il Maggio musicale del teatro comunale, con lOpificio delle Pietre Dure e la Biblioteca Nazionale Centrale che avranno la loro autonomia. Insomma cè da lavorare su investimenti rilevanti e portarli avanti in tempi ragionevoli». Si tratta di aprire un nuovo capitolo con il Demanio, per una trattativa che trovare permetta al ministero dei Beni culturali un passaggio non oneroso di consegne dellex caserma di Costa San Giorgio. «Con il Demanio abbiamo un capitolo già aperto con lAccademia dei Lincei e anche con lAccademia della Crusca di Firenze. Queste importanti istituzioni non hanno fondi, devono pagare affitti arretrati e anche quelli correnti. E importante che possano avere la gratuità delle locazioni, sono troppo importati per il paese istituti di questo tipo. Proveremo a trattare questo nuovo capitolo, ne comprendo lurgenza. Ho ben presente la necessità di traslocare la sede della direzione regionale perché interessata ai lavori dei Nuovi Uffizi. Per questo a settembre faremo unattenta valutazione e verifica dei costi. Lesigenza è reale, lidea è buona ma non vorrei cerare aspettative premature sui finanziamenti. magari si può trovare un accordo anche con Palazzo Vecchio». Lassessore allurbanistica di Palazzo Vecchio, Gianni Biagi, caldeggia da tempo la soluzione approntata dal piano di Lolli Ghetti. Ma chissà se il Comune potrà impegnarsi in un partecipazione economica di qualche tipo. Svanita per sempre la possibilità delluso per abitazioni o residenze degli edifici situati tra Forte Belvedere e il giardino di Boboli («Non era possibile realizzare né parcheggi, né accessi per le eventuali residenze» ricorda Lolli Ghetti) non resta che pensare da un recupero per istituti pubblici. E questa sembra essere lunica soluzione praticabile, contro il batter cassa del Demanio, che ha ereditato il complesso di 30.500 metri quadrati da Consap Spa, per valorizzarlo con vendita o affitto, come previsto dalloperazione che tocca altri edifico e caserme fiorentine e Villa Tolomei a Marignolle. Valdo Spini, che già a febbraio ha presentato uninterrogazione parlamentare sul destino dellimmobile con giardino su Costa San Giorgio, spinge di nuovo: «Contiamo molto sulla sensibilità del ministro Francesco Rutelli, serve unazione forte e coerente per restituire questo bene alle istituzioni cittadine».