Pompei. Paura nella città sepolta: un incendio ha messo a repentaglio l'incolumità dei visitatori. Un gruppo di turisti allontanata dall'area minacciata dalle fiamme per motivi di sicurezza. L'incendio, divampato in un fondo agricolo confinante con gli scavi e propagatosi fino alla necropoli, ha messo in luce le carenze del sistema antincendio nell'area degli scavi. Idranti a secco e bocchettoni corti è quello che resta dell'impianto di sicurezza, mai entrato in funzione. Su via dell'Abbondanza e tra gli altri sentieri degli scavi è possibile notare diverse fontane dove, in teoria, si potrebbero agganciare gli idranti in caso di incendio. In realtà l'impianto antincendio, danneggiato dal tempo, dall'incuria e dalla mancata manutenzione, non è nelle condizioni per poter essere utilizzato. Da circa tre anni la Soprintendenza ha incaricato l'università di Salerno per la redazione di un progetto, iniziato e non ancora portato a termine, di una nuova struttura. Sulla vicenda il soprintendente Pietro Giovanni Guzzo preferisce non intervenire, in quanto, l'incendio si è sviluppato esternamente all'area archeologica e quindi, secondo il numero uno di Porta Marina Superiore, la responsabilità è a totale carico dei privati proprietari dei fondi. Guzzo, che intanto ha presentato una denuncia ai carabinieri contro ignoti, ha fatto però sapere che la Soprintendenza è dotata di un ufficio di sicurezza e di prevenzione in grado di allestire un'unità di crisi e di coordinare i contatti con i vigili del fuoco in caso di incendio. Sì, perché, in caso di incendio la Soprintendenza si affida, come tutti i privati o enti pubblici, al 115. Seri danni al monumento e ai visitatori sono stati evitati solo grazie al tempestivo intervento dei carabinieri, che con l'aiuto dei coloni, hanno prima circoscritto e poi spento l'incendio. I vigili del fuoco sono intervenuti solo alcune ore dopo, poiché erano impegnati in un'altra emergenza. I carabinieri, diretti dal maggiore Pasquale Sario e del luogotenente Vittorio Manzo, stanno indagando sulla natura del fuoco che, secondo i primi rilievi effettuati dagli inquirenti, potrebbe essere doloso. L'incendio si è sviluppato tra gli arbusti secchi di un fondo agricolo al confine nord con Porta Vesuvio, nei pressi della necropoli. In pochi istanti le fiamme hanno divorato tutte le sterpaglie e gli alberi presenti in un'area di circa cinquecento metri spingendosi fino alla vegetazione dell'area archeologica. Il vento, poi, ha contribuito ad alimentare le fiamme. Con mezzi di fortuna, secchi e tubi per innaffiare, i militari sono riusciti a fatica, dopo circa quattro ore di lavoro, a spegnere le fiamme. Quando il pericolo sembrava ormai passato uno dei focolai dell'incendio ha ripreso ad ardere violentemente. Prima dell'arrivo dei pompieri, alle 23é, i carabinieri hanno continuato a lavorare ininterrottamente per evitare che le fiamme raggiungessero le abitazioni dei coloni e le domus antiche.
Pericolo fiamme, via i turisti da Pompei
Un incendio ha colpito un fondo agricolo confinante con gli scavi di Pompei, propagandosi fino alla necropoli e minacciando la sicurezza dei visitatori. I turisti sono stati allontanati dall'area per motivi di sicurezza. L'impianto antincendio, danneggiato dal tempo e dall'incuria, non è stato in grado di essere utilizzato. I carabinieri hanno intervento tempestivo, con l'aiuto dei coloni, per circoscritto e spento l'incendio. I vigili del fuoco sono intervenuti solo alcune ore dopo, poiché erano impegnati in un'altra emergenza. L'incendio è stato causato da un'ignoto, e i carabinieri stanno indagando sulla natura del fuoco.
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