Resterà al museo americano sino al 2010, poi il ritorno in patria. Leanza: «Importante vittoria» Dopo un lunghissimo braccio di ferro tra l'Italia e il "J. Paul Getty Museum" di Malibu, cominciato (in una certa maniera) con il precedente governo e continuato fieramente dal ministro per i Beni e le attività culturali Francesco Rutelli, finalmente sembra si sia raggiunto un accordo definitivo riguardante il ritorno in Patria di alcune opere d'arte antica conservate nelle collezioni del museo californiano. Secondo l'accordo, firmato dal ministro Rutelli e dal direttore del "Getty Museum", sono 40 le opere che rientreranno in Italia, inclusa la Venere di Morgantina. "Il ministro Francesco Rutelli e il direttore del J. Paul Getty Museum, Michael Brand, hanno annunciato oggi (ieri per chi legge, ndr) di aver raggiunto un accordo riguardo alle richieste avanzate dal ministero per alcuni oggetti conservati nelle collezioni di arte antica del Museo Getty", Questo è quanto hanno dichiarato in una nota congiunta. Tecnici dall'Italia e dal Getty Museum definiranno un calendario per il trasferimento degli oggetti entro i prossimi mesi, con l'eccezione della Venere di Morgantina, che rimarrà esposta al Getty fino al 2010. Entrambe le parti hanno concordato di rinviare ulteriori discussioni sulla Statua di un giovane atleta vittorioso, attribuito a Lisippo, alle risultanze del procedimento legale in corso a Pesaro. L'Italia e il Getty, inoltre, hanno concordato su un'ampia collaborazione culturale che includerà prestiti di opere d'arte significative, mostre congiunte, ricerca e progetti di conservazione e restauro. Per il Getty si tratta, tutto sommato, di un affare: in cambio della restituzione di queste 40 opere, potrà attingere alle infinite "riserve artistiche" del nostro Paese e al know-how italiano - tra i più avanzali del mondo - in materia di restauro e conservazione. "Entrambe le parti - si legge nella dichiarazione congiunta - si dicono soddisfatte che, dopo un lungo e complesso negoziato, si sia raggiunto un accordo e ora procedono verso un rinnovato rapporto di collaborazione". «È una vittoria la nostra - ha commentato l'assessore regionale ai Beni culturali, ambientali e alla Pubblica istruzione. Lino Leanza - ottenuta insieme con il ministro Francesco Rutelli. Il ministro mi ha comunicato che sarà in Sicilia il prossimo settembre per stabilire e organizzare il rientro della Venere. Il risultato ci soddisfa, perché è il frutto, oltre che di un lavoro diplomatico senza sosta, anche di una partecipazione popolare. Non dimentichiamo la manifestazione dello scorso 17 dicembre, con la gente di Aidone in piazza per chiedere a gran voce il rientro della statua. Proprio dopo quell'happening. Il Los Angeles Times ha pubblicato un articolo assai critico nei confronti dell'istituzione californiana». Continua Leanza: «Lo scorso maggio, inoltre, alcuni nostri esperti hanno partecipato al workshop organizzato a Malibu, dove gli stessi tecnici americani hanno dovuto ammettere la provenienza siciliana dei materiali che costituiscono la Venere, A quel punto, il direttore del Paul Getty Museum, Michael Brand, non ha potuto fare a meno di annunciare la restituzione della statua alla sua terra d'origine, logica conclusione di una vicenda fatta di polemiche e carta bollata. «Noi siamo pronti a un rientro in grande stile, riportando in Sicilia non solo un reperto illegalmente sottratto, ma anche altri pezzi che ci appartengono. Un successo per tutti ì siciliani ormai attenti al loro patrimonio, la cui valorizzazione rappresenta il nuovo modello di sviluppo della nostra Isola in grado di produrre economia».