Un comunicato ufficiale del ministero dei Beni culturali, diffuso ieri pomeriggio, sulla querelle dei nuovi ascensori panoramici del Vittoriano inaugurati il 2 giugno scorso, costati 1 milione e 155 mila euro, e che nei giorni scorsi hanno subito la rottura di due lastre di vetro, rottura non simultanea e in due diversi punti: uno centrale, più in basso; l'altro sul lato destro, quasi alla sommità dell'opera, a circa 40-50 metri di altezza. Un comunicato ufficiale di tre fitte pagine in cui la notizia più rilevante si trova nelle ultime due righe. Dove si legge: «Si è richiesto all'impresa Ati Mannelli costruzioni srl di avviare con la massima urgenza tutte le verifiche tecniche del caso inviando come campione in laboratorio la lastra rotta onde poter relazionare in tempi brevi su quanto accaduto». «Lastra rotta», al singolare. Espressione ripetuta più volte nel documento congiunto firmato dal direttore regionale per i Beni culturali del Lazio, Luciano Marchetti, e dal soprintendente per i beni architettonici di Roma Federica Galloni (i due sono anche, rispettivamente, responsabile unico del procedimento, dal 4 agosto 2004, e direttore dei lavori dell'opera). Le lastre andate in frantumi in realtà, come documentato dal Corriere e poi da altri organi di stampa, sono appunto due. Il comunicato del ministero contiene anche un resoconto del sopralluogo effettuato ieri agli ascensori del Vittoriano (presenti anche membri della ditta «F.lli Paci» tornitrice delle lastre di cristallo modello «Saint-Gobain»): «Il 5 agosto vi si legge si è verificata la rottura di una lastra di cristallo della tamponatura della struttura portante degli ascensori panoramici, il giorno successivo, 6 agosto (ieri, n.d.r.) si è montato il ponteggio necessario all'esame ispettivo ravvicinato». Le cose in realtà non stanno esattamente così: la lastra non si è rotta il 5 ma il 4 agosto (il 5 se ne dava notizia da queste colonne) ; la lastra che si è rotta il 4 agosto, inoltre, è la seconda lastra danneggiata, mentre la prima si è in realtà rotta quasi subito dopo l'apertura della nuova opera (come dichiarato dall'architetto Galloni due giorni fa). Ancora, il ponteggio montato ieri, «necessario all'esame ispettivo», non riguarda la seconda lastra rotta il 4 agosto, bensì quella più in basso, danneggiata precedentemente e più facile da raggiungere. Per analizzare e sostituire l'altra, quella a 40 metri di altezza, bisognerà montare un secondo e più alto ponteggio, con tempi come confermato ieri dal capocantiere che non potevano assolutamente esaurirsi nella giornata di ieri. Per la giornata di oggi intanto, informa sempre il comunicato ministeriale, «sentito telefonicamente il progettista (Paolo Rocchi, n.d.r.) si è congiuntamente concordato di sostituire la lastra rotta». «Non essendoci alcun pericolo per la pubblica incolumità si legge ancora nel documento Marchetti-Galloni gli ascensori hanno infatti continuato a funzionare e tuttora funzionano regolarmente». Per la precisione, dal 4 agosto e fino a ieri uno dei due ascensori è stato chiuso, e l'area al di sotto dei due vetri danneggiati resa inaccessibile.