MARTEDÌ, Pagina II - Genova Liliana Pittarello, direttore regionale per i Beni Culturali, dopo sedici anni lascia Genova Dalla rinascita del complesso di San Giuliano in Corso Italia, alla sfida del decentramento culturale, dal nuovo collegamento tra i siti Unesco con battelli (tra Genova e Portovenere e Cinque Terre) alla rivoluzione di Palazzo Reale. Al cruccio della tutela del paesaggio, che lamareggia. E il rimpianto per la funicolare del Righi, dove non si potrà più rifugiare. Liliana Pittarello, direttore regionale del ministero per i Beni Culturali in Liguria, riordina il suo ufficio a Palazzo Reale, prima di partire per il nuovo incarico: da domani sarà direttore regionale del Piemonte. E tira le somme. Partita proprio da Torino, architetto, ricopre il primo incarico dirigenziale a Roma, dall87 al '91, al museo nazionale di Castel SantAngelo. Poi il trasferimento - chiesto - in Liguria, dove ha scalato tutti i livelli fino allapice: rappresentare, di fatto, il ministero. E arrivata a Genova sedici anni fa, raccogliendo il testimone proprio da Pasquale Malara, allora reggente della Soprintendenza architettonica, e che adesso le succederà. Dal 2002, è stata soprintendente regionale per i Beni Culturali e poi, ancora più su, ha ricevuto lincarico di Direttore regionale. Direttore, perché ha scelto di tornare a casa? «Credo sia comprensibile, dopo più di ventanni di pendolarismo, il desiderio di vivere una vita "normale", con mio marito, i miei affetti e mia mamma, che compie 87 anni a novembre e ha bisogno di sempre maggiori attenzioni» Qual è la scommessa più grande della sua direzione che lascia aperta in Liguria? «La ristrutturazione di Palazzo Reale, anche se cè già il progetto completo: spostare gli uffici della soprintendenza nelle parti meno monumentali, e lasciare più spazio al museo vero e proprio. Ora si attendono le autorizzazioni dal Demanio e i finanziamenti dal Ministero. Poi cè il progetto per valorizzare i siti Unesco» Cinque Terre, Portovenere e Genova? «Con la Regione, abbiamo partecipato a un bando che permette di attingere a finanziamenti specifici: abbiamo studiato anche la creazione di uno speciale collegamento, con battelli, tra Genova, Cinque Terre e Portovenere» Rimarrà un cantiere fantasma, il complesso di San Giuliano, in corso Italia? «Ecco un mio cruccio, dopo tanto tempo passato tra ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, la situazione si è sbloccata. Ma non sarò io a firmare, nei prossimi giorni, lincarico alla nuova ditta che ha vinto lappalto per portare a termine i lavori. Ci vorranno due anni: sarà un grande polo espositivo e ospiterà alcuni uffici di servizio della soprintendenza al Patrimonio» Già da un anno, la soprintendenza archeologica è diretta, ad interim, dalla sovrintendente ai Beni archeologici oggi del Lazio: perché? «Bisogna, purtroppo, attendere la fine dei concorsi. Che sono piuttosto lunghi: arriverà allora un dirigente unico» Come ha lavorato a Genova? «Benissimo, sia per quello che ho potuto fare, sia per i rapporti personali, in molti casi sfociati in vere e proprie amicizie: dalle soprintendenze alla Regione, dalle Diocesi alle Autorità portuali. Ho cercato di contribuire alla riforma del Ministero, per la costruzione di un modello decentrato dellamministrazione centrale. Col mio piccolo gruppo di bravissimi funzionari, abbiamo elaborato un possibile "modello": costruendo protocolli dintesa con le istituzioni, elaborando con la Regione gli Apq in materia di beni e attività culturali e, primi in Italia, sulla salvaguardia e tutela del territorio» La Liguria ha varato nel 1986 il primo piano paesaggistico in Italia, eppure ultimamente le denunce di aggressione speculativa al territorio sono frequenti: cosa sta succedendo? «E un laboratorio molto avanzato di pianificazione territoriale e paesaggistica, ma - ed ecco il mio cruccio più pesante - dal 2002, non mi sono più potuta occupare di paesaggio, per i nuovi compiti che la riforma del ministero mi ha assegnato. E ho visto andare avanti progetti che avevo precedentemente bloccato. Non voglio aggiungere di più» Quali sono i principali "lavori in corso" in Liguria? «Dalla realizzazione di strutture per la visita della Caverna delle Arene Candide a Finale, alla nascita del museo Thomas Hanbury a Ventimiglia. Dal programma regionale sulla via Aurelia, ai progetti regionali sulle "aree umide" e sull"Alta via". Poi: lordinamento del museo Navale di Imperia, il restauro del Monumento ai Mille di Quarto. Il progetto "grande Luni", il restauro della villa della regina Margherita a Bordighera. Parte lampliamento del museo Navale di Spezia. A Genova: il recupero del palazzetto criminale dellArchivio di Stato, la nuova sede della Biblioteca universitaria, il restauro delle collezioni dellAlbergo dei Poveri» Un rimpianto? «Quello di non poter scappare più, quando sono stanca, sulla funicolare del Righi o sullisola delle chiatte. Con tutta Genova ai piedi. O intorno» Che farà in Piemonte? «E cominciata una fase molto interessante, con la creazione di Fondazioni per la gestione di grandi patrimoni, come il Museo egizio e le Residenze sabaude. Inoltre, la mia esperienza nei "grandi eventi" genovesi, dalle Colombiane al G8 al 2004, mi servirà per Torino 2011: i 150 anni della Unità dItalia» Insomma, il Limonte è più vicino? «Assolutamente sì: ne abbiamo già parlato con il presidente Burlando, per continuare a lavorare insieme, dopo il mio trasferimento» Cosa dirà al suo successore, prima di lasciargli il posto? «Quello che lui disse a me, sedici anni fa: questo è un ottimo ufficio»