L'Asssegno è già intestato bisogna solo passare all'incasso. Vale 595 milioni di euro tondi tondi. Se utilizzati bene (e in fretta) in tre anni possono dare un bell'impulso allo sviluppo della città. Risorse previste dalla Finanziaria 2006. Ossigeno puro. Per le prime due annualità 212,5 milioni di euro, 170 milioni per il 2009. arrivano grazie alla legge 39690 - programma di interventi per Roma Capitale - la legge che non piace alla Lega Nord. Stava per essere prosciugata, come certi fiumi che finiscono in secca e si trsformano in sentieri. Prevede restauri, scavi, consolidamenti, completamento di strade, svincoli, infrastrutture. Tutto quello che serve ad una Capitale, insomma, per continuare a definirsi tale senza sfigurare nel confronto con le altre. Le due opere più importanti che verranno finanziate saranno la cittadella dello sport di Tor Vergata - che così farà in tempo ad ospitare i mondiali di nuoto del 2009 - e il Palazzo dei congressi dell'Eur, la cosiddetta "Nuvola". Burocrazia. La procedura prevede che per utilizzare i fondi via sia prima un'intesa tra chi ne usufruisce. Perciò la Commissione Roma capitale prima di ripartire le risorse ha condotto una serie di incontri istituzionali e poi diviso la torta in varie fette, stabilendo l'entità del finanziamento e le modalità. La giunta comunale proprio nei giorni scorsi ha dato il suo okay. Il prossimo passaggio sarà dunque l'approvazione del Consiglio comunale, quindi la delibera tornerà alla Commissione nazionale Roma Capitale istituita presso la presidenza del Consiglio dei ministri per la ratifica. Malgrado le accelerazioni i fondi verranno erogati non prima di 8 mesi, man mano che i progetti saranno presentati. La parte del leone storicamente l'ha fatta sempre il Comune di Roma. Nel prossimo triennio gestirà quasi quattro quinti del "tesoretto". Il resto andrà al ministero dei Beni Culturali (40,500 milioni), Provincia di Roma (25,133 milioni), ministero delle Infrastrutture (10 milioni), Università Tor Vergata (135 milioni), Anas (885 mila) e Rfi (23.980). Occasione unica.Per una volta Veltroni non dovrà bussare a quattrini. «Queste risorse - commenta Roberto Morassut, assessore all'Urbanistica - ci consentono di completare progetti che con i fondi ordinari non avremmo potuto realizzare». In passato le polemiche sui finanziamenti delle 39690 hanno scatenato accuse e polemiche. «È un dato politico di cui bisogna tenere conto - dà una lettura politica Morassut - la prima finanziaria del governo Prodi segna il ritorno dei fondi per Roma Capitale dopo l'azzeramento deciso da Berlusconi su imput della Lega». Ma la battaglia per sostenere le ragioni di Roma capitale è sempre stata bipartisan, sin dai tempi di Giulio Andreotti e anche prima. Leader a doppia dimensione, locale e nazionale, di varia origine e provenienza ma uniti nel perorare la "causa romana". Fu questo il principio ispiratore della 39690. Roma ora può contare sia sui poteri speciali concessi al sindaco Veltroni che sui finanziamenti ad hoc. Che cosa manca? «Uno statuto speciale che la renda simile alle altre grandi capitali europee - sostiene Morassut - il disegno di legge della Lanzillotta va in questo senso ma va rafforzato. Tante volte - conclude l'assessore - ci lamentiamo per la scarsa manutenzione e l'igiene ma dimentichiamo che tra vigili e personale vario ogni giorno Roma può schierare solo un piccolo esercito di 27 mila addetti per un territorio di 129 mila ettari. Milano che è nove volte più piccola ne ha 18 mila».