Curioso destino quello del Vittoriano. Per de cenni, chiuso al pubblico, era avvolto in un vistoso degrado, tutti a denigrarlo e ad appiccicargli dispregiativi: una torta, una macchina da scrivere, un monumento da buttar giù, arrivò a proporre Bruno Zeri. Ora che è risorto, come monumento, come museo e come finestra panoramica sui tetti di Roma, giù critiche per i nuovi servizi che lo deturpano. Un attacco sferrato dai puristi di Italia Nostra che prima ha investito il nuovo ascensore, appena varato, che porta i visitatori sulla balaustra più alta, la terrazza delle Quadrighe: un abuso e uno sfregio, troppo ingombrante, troppo eccessivo l'impatto. Poi ha preso di mira la caffetteria allestita in uno spazio morto sul retro, disegnata negli anni '30 dall'architetto Brasini, che si affaccia sulla spianata dai Fori: l'accusa, rilanciata anche dal senatore Manzione, è che la presenza di questo barello offende la sacralità del luogo, consacrato al Milite ignoto e ai martiri del Risorgimento. Dimenticando nel furore della polemica che l'ascensore, progettato sotto la vigilanza della soprintendenza, è una struttura mobile, che cessato il suo uso può essere smontata senza alcun danno. E che l'obiettivo per cui è stato realizzato, consentire a tutti la vista panoramica sotto le Quadrighe, era uno dei sogni che un ambientalista doc come Antonio Cederna aveva per anni accarezzato. Quanto alla caffetteria, tenuta a battesimo nel 2002 dal Presidente della Repubblica Ciampi, e anch 'essa prevista nei progetti dì Cederna, parlare di offesa al monumento, è curioso, vista la distanza che lo separa da altri luoghi del Vittoriano sotto speciale tutela, come il Sacello del Milite Ignoto e la Sala delle Bandiere. E il suo inserimento, da parte del ministero, in una fascia aperta alla fruizione del pubblico e ali'ìnstallazione dì servizi d'accoglienza. Tra cui, non poteva mancare un posto di ristoro, per offrire pausa e sollievo ai turisti che affollano il Vittoriano: oltre un milione e 600 mila persone a ingresso gratuito e altri seicentomila visitatori, tra gratuiti e paganti, attratti dalle mostre allestite a getto continuo all'interno del sacrario e nell'ala progettata dall'architetto Brasini, aggiunta negli anni 50 come raccordo con la piazza del Campidoglio.