È da quasi 100 anni che il Vittoriano si trascina dietro le polemiche. Dal suo debutto, avvenuto nel 1911 in occasione del cinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, fino ad oggi con gli ascensori, il monumento continua a far discutere. Inaugurati lo scorso 31 maggio dal ministro per i Beni culturali, Francesco Rutelli alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, i due ascensori, alti 40 metri, sono stati realizzali in una struttura di vetro e acciaio distaccata dall'edificio storico. Anche l'assessore alla Cultura di Milano, Vittorio Sgarbi, è intervenuto sulla polemica degli ascensori del monumento dedicato a Vittorio Emanuele II. Secondo Sgarbi: «II Vittoriano è sempre stato guardato come un monumento talmente "brutto", soltanto recentemente rivalutato, che tutta questa preoccupazione per la sua estetica sembra forse eccessiva». E comunque il critico d'arte si è detto «favorevole agli ascensori come principio. Non vedo nulla di strano negli ascensori al Vittoriano». L'assessore alla Cultura di Milano va cauto nel giudizio sugli ascensori. «È possibile fare degli ascensori che non creino impatto, se li hanno fatti male, ha ragione il senatore Manzione, ma non posso dare un giudizio senza vedere che tipo di ascensori hanno fatto», ha commentato Sgarbi. Mentre ricordando gli ascensori all'interno del Colosseo, Sgarbi ha sottolineato come in quel caso «l'integrità monumentale è sicuramente violata dalla "schifezza" che hanno messo». E il professore non ha risparmiato nemmeno la "sacralità" del Vittoriano. «Il monumento è un luogo perfetto per caffetterie e ristoranti, ci si mangia sopra ormai da anni», ha detto Sgarbi. «La caffetteria», ha continuato, «è il minimo di qualunque luogo che non sia una piramide; se non può essere una piramide non si può fare la caffetteria perché finisce a punta, ma su una struttura che ha un piano si possono fare caffetterie e ristoranti». In sostanza per Sgarbi «non c'è nulla di male nella caffetteria e nell'ascensore, c'è tutto di male in una brutta caffetteria che non è facilissimo fare, ma sono capacissimi di farlo a Roma, visto i sovrintendenti che abbiamo». E rammenta; «Avrebbero potuto fare un buon ascensore "mimetizzato". Per il deputato di An, Fabio Rampelli, che ha presentato una mozione al ministro Rutelli per l'immediata rimozione degli ascensori, l'opera posta alla sommità del monumento di Sacconi è «un oltraggio alla sua sacralità». «Già nel 2003», ha ricordato Rampelli, «avanzammo una vibrata protesta con interrogazioni al seguito, contro l'apertura di un ristorante, in quella che, è bene ricordarlo, è una tomba, la più sacra della nostra Patria, perché conserva i resti del milite ignoto». E sempre sugli ascensori l'esponente di An ha argomentato: «Oltre a modificare sostanzialmente il prospetto centrale dell'Altare della Patria, la questione travalica i confini del buon gusto e quelli della pur doverosa tutela dei nostri beni architettonici». E gli ascensori hanno attirato le ire di un altro illustre architetto. Per il presidente della Fondazione "Cesar Onlus" (Centro Studi per l'Architettura Razionalista), Cristiano Rosponi «sulla scia della teca dell'ara Pacis, il centro storico di Roma, si sta trasformando in un parco divertimenti». Peccato. Perché secondo Rosponi «la Capitale avrebbe tutte le carte in regola per essere leader nel panorama culturale europeo, ma stanno facendo di rutto per svalorizzare i monumenti trasformandoli in delle grandi operazioni commerciali». Anche al presidente della Cesar Onlus la scelta di realizzare gli ascensori in acciaio e vetro non è piaciuta. «È la soluzione più semplice che si potesse trovare», ha tuonato Rosponi. «A livello tecnico» , ha spiegato, «è più facile appaltare una struttura in vetro e acciaio, piuttosto che intervenire con ricerche storiche e maestranze apposite». Il ministro Rutelli quando inaugurò gli ascensori precisò che la struttura «è rimovibile». Forse, dato il polverone, sarà il caso di rivedere la scelta.
Anche i critici d'arte bocciano l'ascensore
Il Vittoriano, monumento storico di Roma, è stato inaugurato lo scorso 31 maggio con due nuovi ascensori realizzati in vetro e acciaio. La scelta degli ascensori ha suscitato polemiche tra gli addetti ai vari settori, tra cui l'assessore alla Cultura di Milano, Vittorio Sgarbi, e il deputato di An, Fabio Rampelli. Sgarbi ha giustificato la scelta degli ascensori come principio, mentre Rampelli ha avanzato una mozione per l'immediata rimozione degli ascensori. Un altro illustre architetto, Cristiano Rosponi, ha criticato la scelta degli ascensori, considerandoli una soluzione troppo semplice e commercializzante.
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