Con un decreto del 1 agosto il Ministro per i Beni e le attività culturali Francesco Rutelli ha commissariato il Teatro San Carlo di Napoli. All'origine del provvedimento la situazione debitoria del teatro, che ha chiuso in passivo due bilanci di seguito. H buco di oltre quattro milioni di euro nel conto consuntivo 2006 ha spinto il collegio sindacale del teatro a segnalare al ministero l'esistenza delle condizioni previste dalla legge 31 marzo 2005 n. 43; di qui la decisione del commissariamento, che una nota del ministero indica come un «atto dovuto». Diverso il parere dei vertici del teatro. Secondo il sovrintendente Gioacchino Lanza Tornasi la scelta era discrezionale del ministro, non inevitabile. Ancora più esplicito il vicepresidente Fulvio Tessitore, secondo il quale «il ministro Urbani in una situazione anche peggiore della attuale disse che non avrebbe mai fatto una scelta simile... E questo sarebbe un governo amico?». Certamente il commissariamento costituisce uno smacco per l'immagine della città, ed è discutibile che aiuti la situazione del teatro. D bilancio previsionale 2007, infatti, è in pareggio, e l'intensa attività di Tessitore e del sindaco Jervolino aveva guadagnato l'appoggio di molti sponsor -Banca Intesa-San Paolo, Erri, Unione industriale di Napoli - che ora è messo in pericolo proprio a causa della gestione commissariale. Spetterà al commissario Salvatore Nastasi, giovanissimo direttore generale dello spettacolo e già commissario anche al Maggio Musicale Fiorentino, riannodare le fila di questi accordi entro i prossimi sei mesi. Il fatto paradossale è che i vertici azzerati - ma Lanza Tornasi rimarrà forse come consulente - pur nelle molte difficoltà gestionali hanno garantito al San Carlo una programmazione di qualità, capace di coinvolgere artisti di livello internazionale e di riqualificare gli organici. Il deficit nasce da gestioni precedenti, e viene fortemente aggravato negli ultimi anni dalle continue erosioni al Fondo Unico per lo Spettacolo da parte del governo di centro-destra. Non a caso lo stesso ministro Rutelli indica come soluzione «una norma nella Finanziaria per salvare il teatro San Carlo». Ma, se la soluzione è quella dell'intervento pubblico, la morale che occorre trarre da questa vicenda è più generale: il San Carlo, teatro che serve un territorio dove è assente la grande imprenditoria del nord, è vittima in realtà di una legge inefficace, quella che nel 1996 trasformò gli enti lirici in fondazioni private, diminuendo le risorse pubbliche senza garantire gli strumenti per il reperimento delle risorse private. Una legge che dovrebbe essere realisticamente ripensata
Enti lirici. Una legge subito, il San Carlo insegna
Il Ministro per i Beni e le attività culturali Francesco Rutelli ha commissariato il Teatro San Carlo di Napoli a causa della sua situazione debitoria. Il teatro ha chiuso in passivo due bilanci di seguito, con un buco di oltre quattro milioni di euro nel conto consuntivo 2006. Il collegio sindacale del teatro ha segnalato al ministero l'esistenza delle condizioni previste dalla legge 31 marzo 2005 n. 43, che ha portato alla decisione del commissariamento. I vertici del teatro hanno espresso dissenso, affermando che la scelta era discrezionale del ministro. Il commissario Salvatore Nastasi dovrà riannodare le fila di accordi con i sponsor entro i prossimi sei mesi.
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