Roma, 6 ago (Velino) - L'altare della patria, da quasi due mesi al centro di un'accesissima polemica politico-culturale, ha deciso di far sentire la sua voce. Il monumento al milite ignoto ha deciso infatti di ribellarsi ai "mostri" che gli sono stati "attaccati" ai lati: i due ascensori che rappresentano il simbolo di quella che il presidente dell'associazione Italia nostra, Carlo Ripa di Meana, ha più volte definito "un'operazione di speculazione commerciale" ai danni di "un monumento che rappresenta i caduti della nostra patria". Per Ripa di Meana "l'apertura di un bar-ristorante su una delle terrazze più belle di Roma, dove magari ci serviranno delle 'scaloppine al Milite ignoto' o delle 'macedonie al monte Grappa' è un'orribile mercificazione di uno dei valori più sacri di una nazione". Uno sfregio che "indigna" ancor più il presidente di Italia nostra da quando sono stati allestiti i due ascensori esterni - strutture "fuori luogo", che spingono Ripa di Meana a chiedere "dov'erano le sovrintendenze quando venivano approvati questi progetti". Due colonne di cristallo e metallo che consentono ai visitatori di raggiungere la terrazza panoramica e, soprattutto, il ristorante con vista sul centro storico. A detta di molti intellettuali ed esperti, un vero e proprio "scempio" tornato sulle prime pagine cittadine per le crepe che ha palesato: in pochi giorni infatti due lastre antisfondamento che compongono il "tunnel" che circonda l'ascensore hanno improvvisamente ceduto. Da questa mattina un ponteggio consentirà agli operai della Saint Gobain, la ditta che le ha realizzate, di intervenire al termine di un sopralluogo che porterà in cima al monumento il direttore generale del ministero dei Beni Culturali Luciano Marchetti, il progettista Paolo Rocchi e la soprintendente ai Beni architettonici della capitale Federica Galloni. Sulla causa della rottura ancora nessuna spiegazione. Qualcuno comincia a pensare che si tratti davvero del grido di dolore di uno dei simboli del nostro paese che, come altri luoghi chiave della capitale, sono in questo momento "sotto attacco" grazie alle scelte della giunta Veltroni, come il Pincio, che dovrebbe essere sventrato per realizzare un parcheggio, e piazza del Popolo. Contro le scelte del governo del primo cittadino, e probabile leader del nascente Partito democratico, in particolare su quelle riguardanti il Vittoriano, si sono scagliati anche molti senatori della maggioranza nazionale che in un'interpellanza hanno chiesto al vicepremier e ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, di intervenire contro le "attività turistico ricreative" che hanno luogo sulla terrazza panoramica e contro gli ascensori oggi bloccati dalla rottura.