Solo oggi, forse, si conoscerà il motivo per cui due grandi lastre di cristallo come raccontato ieri sulle pagine del Corriere dei nuovi e contestatissimi ascensori panoramici del Vittoriano sono andate in frantumi a pochi giorni di distanza l'una dall'altra. E a soli due mesi dall'inaugurazione di un'opera pubblica costata 1 milione e 155 mila euro. Questa mattina presto sul retro dell'Altare della Patria sarà infatti montato un ponteggio (le lastre si trovano a un'altezza considerevole) e i tecnici saliranno lassù per chiarire quello che a tutt'oggi risulta «un mistero». Ci saranno i vertici del ministero, il direttore regionale Luciano Marchetti, il progettista Paolo Rocchi, la ditta che ha fornito le lastre (costate 350 mila euro) e l'architetto Federica Galloni, soprintendente ai Beni architettonici di Roma (da cui dipende il Vittoriano) nonché direttore dei lavori durante la realizzazione degli ascensori. Che a questo proposito ci tiene a specificare una cosa: «Non sono io spiega che ho autorizzato i lavori. All'epoca in cui il progetto fu scelto, in seguito a un appalto concorso, ero un semplice funzionario. Come direttore dei lavori il mio unico compito, stabilito per legge, è stato quello di controllare e verificare che le indicazioni del progettista fossero eseguite a regola d'arte. Lo stesso vale per l'ingegner Marchetti, anche lui non coinvolto nella scelta del progetto, che dal punto di vista della disciplina del restauro oltretutto è perfetto. È stato ritenuto il migliore tra undici progetti, o comunque il meno peggio. Se poi lo fosse, non sta a me dirlo». E le lastre? «Sono state fornite dalla Saint Gobain - dice la Galloni la miglior scelta possibile sulla piazza. Lastre certificate antisfondamento, a norma, con tutte le certificazioni necessarie esibite dalla ditta. Siamo tutti stupiti, ma affrontiamo il problema con animo sereno». Cosa può essere successo? «Lo capiremo. La mia idea è che le due lastre si siano danneggiate per cause diverse. Per la prima non mi sento di escludere un problema fisiologico, dovuto magari all'urgenza dei lavori, nel montaggio e nella posa in opera potrebbe esserci stato un problema, forse la posa non è stata eseguita in modo estremamente corretta. Ma ripeto, è solo una mia ipotesi. Per la seconda, davvero non so ancora darmi una spiegazione. Anche rispetto agli ancoraggi è stata scelta la soluzione tecnicamente migliore, non del tipo che buca la lastra. Con cuscinetto di neoprene e aggancio "a ragno". A ogni minima variazione tecnica il vetro può muoversi senza subire danni, il modello è simile a quello del giunto autostradale. Vedremo...». Escluso, ovviamente, considerata l'altezza del danno, anche qualsiasi fenomeno accidentale: "Di fronte c'è la Basilica dell'Ara Coeli, dubito che i frati abbiano lanciato pietre con la mazzafionda». Qualcosa di più dunque si potrebbe sapere in serata, dopo le analisi condotti dagli esperti. Ma il già acceso dibattito sugli ascensori, alla notizia delle due lastre di vetro «scoppiate» si infiamma ancor di più. E ora il problema non è più solo estetico, ma tecnico. Tra i primi a scagliarsi contro il progetto di Rocchi era stata l'associazione ambientalista Italia Nostra, che ieri è tornata sull'argomento con un comunicato del presidente della sezione romana Carlo Ripa di Meana: «Dopo la rottura delle maxi lastre chiedo al ministero dei Beni Culturali che sia recintata l'area per motivi di sicurezza e che siano rimossi gli ascensori addossati all'Altare della Patria». Parole di fuoco sono arrivate anche da un altro «nemico» storico degli elevatori panoramici, il responsabile della Uil Beni culturali Gianfranco Cerasoli, che è tornato a chiedere «l'immediata rimozione dell'opera» e che invece, dal canto suo, insiste «sulle gravi incapacità di Marchetti e della Galloni». «Personalmente dice farò una denuncia alla Corte dei Conti per i soldi spesi che serviranno a riparare i danni dei vetri rotti e per quelli necessari a qualsiasi intervento necessario a sistemare lo scempio degli ascensori».
Vittoriano, vetri in frantumi. Gli ascensori nella bufera
I due ascensori panoramici del Vittoriano, inaugurati due mesi fa, sono stati colpiti da un mistero: due grandi lastre di cristallo sono andate in frantumi a pochi giorni di distanza l'una dall'altra. Il ministero dei Beni Culturali ha deciso di montare un ponteggio sul retro dell'Altare della Patria per chiarire il motivo. I vertici del ministero, il progettista Paolo Rocchi, la ditta che ha fornito le lastre e l'architetto Federica Galloni saranno presenti per analizzare il problema. La Galloni spiega che le lastre sono state scelte per essere antisfondamento e che il problema potrebbe essere dovuto a un problema di montaggio o di posa in opera.
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