NAPOLI Arriva il commissario al Teatro San Carlo e i lavoratori chiedono aiuto al presidente della Repubblica. Il primo risultato della crisi è l'insediamento ufficiale, questa mattina, di Salvatore Nastasi inviato da Francesco Rutelli per risanare le finanze del Massimo cittadino: un buco da 25 milioni di euro. Una decisione, quella del ministro per i Beni culturali, che ha sorpreso, ma non troppo, il consiglio di amministrazione ma anche musicisti, ballerini e operai del teatro più antico e, probabilmente, più indebitato d'Europa. «Rivolgiamo il nostro appello accorato al Presidente della Repubblica, invocando il suo autorevole intervento» dicono i lavoratori in un appello a Napolitano. La missione del commissario è di risanare una voragine di milioni di euro molti dei quali dovuti ai vari enti di assistenza e previdenza. Un mistero tutto napoletano. Il bilancio 2007, infatti, si era chiuso in pareggio e la programmazione dell'ormai ex sovrintendente Gioacchino Lanza Tornasi, è stata molto apprezzata, almeno da buona parte del pubblico, al punto da riportare al Teatro di San Carlo spettatori da tutto il mondo. La stessa Rosa Russo Iervolino, sindaco della città e presidente del cda del teatro, probabilmente si aspettava dal governo un aiuto di tutt'altro tipo. Nastasi, 34 anni, di Bari, appena arrivato in città dovrà pensare agli stipendi dei 366 lavoratori e arginare le spese che in un teatro lirico sono enormi. Nei primi tre mesi del 2007 sono stati spesi 133 mila euro solo per i costumi di scena, 54 mila per le parrucche, 18 mila per scarpe e ci sono altri 315 mila euro già preventivati entro la fine dell'anno solo per spese analoghe. «Questa crisi è il sintomo di un malessere ge-stionale che investe il modo stesso di amministrare di una classe dirigente cittadina per nulla previdente ha detto al Corriere del Mezzogiorno il maestro Roberto De Simone, storico direttore artistico del Teatro di San Carlo . Questo è l'epilogo di una situazione che si è ingrandita e complicata nel corso degli anni in una città dove c'è un sistema di potere che gestisce i teatri». De Simone ha parlato del simbolo di una «città in decomposizione». Più cauto Mario Martone che si è visto cancellare la rappresentazione del Torvaldo e Dorliska di Rossini proprio per un problema di bilancio. «Di fatti amministrativi non so molto commenta il regista , immagino si possa fare una dietrologia notevole. Ma io posso giudicare solo il risvolto artistico della vicenda. Il commissariamento fa decadere dall'incarico un sovrintendente che ha fatto grandi cose e che è stato in grado di offrire una programmazione ad alto livello anche internazionale». Un fatto tutto napoletano? «La solita storia, chiosa Martone . In questa città tutte le cose che dovrebbero andare diritte per la loro strada a un certo punto si fermano. La cultura è pubblica ed è il denaro pubblico che deve farla vivere. Era così nell'antichità ed oggi mi sembra assurdo che si possa parlare di mercato riferendosi ad un ente lirico». L'appello spedito al Quirinale al Presidente della Repubblica porta la firma di Gloria Mazza, lavoratrice del San Carlo e sindacalista della Cisl mentre la Cgil nei mesi scorsi aveva anche effettuato una raccolta di fondi per il teatro con un assegno consegnato da Guglielmo Epifani al sindaco Rosa Russo Iervolino. I più preoccupati per questa situazione sono, infatti, i lavoratori. «La decisione del commissariamento dicono in una nota è corretta dal punto di vista burocratico ma politicamente, culturalmente e artisticamente sbagliata. Il piano di risanamento sarà in direzione di un taglio del personale. Uno schiaffo alla città».
La crisi del San Carlo: oggi il commissario. Un appello dai sindacati
Il Teatro San Carlo di Napoli è stato colpito da una grave crisi finanziaria, con un debito di 25 milioni di euro. Per risolvere il problema, il governo ha inviato un commissario, Salvatore Nastasi, che dovrà risanare le finanze del teatro. I lavoratori del teatro hanno chiesto aiuto al Presidente della Repubblica, Francesco Napolitano, e hanno inviato un appello per richiedere il suo intervento. Il commissario dovrà affrontare la sfida di risanare le spese del teatro, che includono costumi di scena, parrucche e scarpe, e di ridurre il personale.
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