In particolare avrebbero voluto salvare il teatro da 1200 posti dell'ex oratorio in disuso da sei anni che, come il resto del sito, andrebbe abbattuto a favore di un centro commerciale di 10mila metri quadri. Una sconfìtta? «No, perché anche se il teatro verrà abbattuto abbiamo comunque sollevato il caso e fatto sapere a un quartiere ignaro cosa sarebbe avvenuto su quel sito - dice Anna». «Continueremo a lavorare sul territorio anche su altri temi - dice Andrea». Parole dettate da ottimismo per l'avvio, sempre ieri, di due processi importanti per la tutela del sito anche come polo socio-culturale: la firma di un protocollo d'intesa tra Comune e impresa che impegna la proprietà a costruire un nuovo polo socio-culturale accanto al centro commerciale e l'avvio, da parte della Sovrintendenza ai beni culturali, della verifica per sottopone a vincolo lo stabile. Tra 140 giorni, nel frattempo i proprietari possono presentare le osservazioni, Luciano Marchetti, direttore dell'ufficio regionale per i beni culturali, deciderà se porre sotto vincolo l'ex oratorio. Nel frattempo stop dei lavori. «Una relazione della sovrintendenza - dice Marchetti - segnala l'edificio come interessante esempio di urbanistica moderna che merita di essere conservato. Per questo è stata avviata la procedura per sottoporlo a vincolo». Se non ci saranno novità entrerà in vigore il protocollo d'intesa firmato ieri dopo una lunga riunione a cui ha partecipato anche il consigliere dei Verdi Luigi Di Cesare. L'azienda, che ha avuto dagli uffici comunali autorizzazioni regolari a abbattere e ricostruire, si impegna a tirare su, accanto al centro commerciale, una struttura polivalente cinema-teatro da 350 posti, un campo di calcetto, un'arena-anfiteatro, un ristorante da 100 posti. Fino alla costruzione del nuovo polo, dovrà esserci, appena fuori dal cantiere e visibile da via Tiburtina, una struttura aperta al quartiere, dove si possa visionare il materiale cinematografico e artistico rinvenuto nella struttura. Inoltre il protocollo mette nero su bianco che il 30 del personale del futuro centro commerciale (120 persone) dovrà essere scelto tra i residenti del V municipio e che la demolizione sarà effettuata solo dopo versamento di fideiussone da parte dell'impresa. Soddisfatto l'assessore all'urbanistica Roberto Morassut che più volte ha incontrato gli occupanti e ha mediato tra loro e l'impresa: «Con questo accordo si ottiene al tempo stesso una garanzia per l'impresa e la realizzazione di opere pubbliche per il territorio».