Da Nord e Sud sotto il governo Prodi continuano ad aumentare le basi militari da ampliare. Dopo il Dal Molin di Vicenza stavolta a rischiare lo sfregio permanente di uno dei luoghi più belli della nostra costa è Punta Palasda a Otranto, dove la Marina militare italiana vuole costruire due torri di 11 metri, alloggi per il personale militare, un garage per i mezzi e ristrutturare gli edifici esistenti. A opporsi anche in questo caso i cittadini, riuniti nel comitato "Giù le mani da Punta Palascia", nato dall'iniziativa dei Giuristi democratici di Lecce Nei giorni scorsi, il sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, l'assessore all'Ambiente, Totò Miggiano, e il vicesindaco, Francesco Vetruccio, incontrando i progettisti, hanno espresso le loro perplessità per il complesso e le due torri, già ribattezzate "Torri Gemelle", che dovrebbero sorgere a ridosso di Punta Palasca, famosa per essere la zona più ad Est d'Italia. La zona di Palascia è parte integrante del Parco naturale Otranto-Leuca, di recente istituito dalla Regione Puglia e dunque un sito di interesse paesaggistico secondo il "Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio". Il progetto della Marina era stato presentato al comune di Otranto nel 2006, senza richiedere alcuna autorizzazione, perché la Marina ritiene che, trattandosi di demanio militare, il parere delle autorità amministrative locali non sia necessaria. Per i Giuristi democratici, invece, «anche le opere destinate alla difesa militare sono soggette alle leggi a tutela del paesaggio e la loro costruzione in zona vincolata necessita, pertanto, della preventiva comparazione con l'interesse alla cui tutela è posto il vincolo paesaggistico. Il Comitato contro l'ampliamento della base, oltre al monitoraggio delle opere, sta preparando un ricorso al Tar che se dovesse essere rigettato si trasformerebbe in un esposto alla Procura. Legam-biente, Sos coste, e poi il Gruppo speleologico Andronico, il Meetup leccese di Beppe Grillo, il Coordinamento salentino contro la guerra e le basi militari, l'Ard e altre associazioni fanno buona compagnia a Verdi e Rifondazione nella battaglia per evitare lo scempio paesaggistico. Le istituzioni nel frattempo hanno indetto una conferenza di servizi a cui parteciperà anche la Regione e il Comune di Otranto nell'ambito della quale si deriderà se e come realizzare le opere.