MILANO Gli esperti hanno lavorato per mesi: analisi, prove, riscontri. Poi, lo stesso giorno, arrivano due annunci che potrebbero riscrivere un pezzo della carriera artistica di Vincent van Gogh. Il primo è uno smacco per la Galleria nazionale di Melbourne, perché la «Testa di uomo» esposta in Australia e attribuita da oltre settant'anni al grande maestro olandese è stata dipinta da qualcun altro. Il secondo, invece, fa la gioia dei ricercatori del museo Van Gogh di Amsterdam: sono stati loro a scoprire che sotto la tela che il pittore usò per «The Ravine» (in Italia è noto come «Paesaggio con burrone») era nascosto un altro originale di Van Gogh: «Wild Vegetation» («Vegetazione selvaggia»). Se n'è accorto Louis van Tilborgh, passando ai raggi-x il quadro ospitato dal museo Fine Arts di Boston e rilevando tratti che somigliavano a uno schizzo conservato al museo di Amsterdam. Quello, appunto, di «Wild Vegetation». L'OPERA È' successo tutto nel 1889, l'anno prima che il pittore si suicidasse. In quel periodo Van Gogh era ricoverato nella clinica di Saint-Remy, però aveva il permesso di uscire per lavorare ai suoi quadri. E per lui fu un momento prolifico: i panorami attorno al luogo di cura ispirarono moltissime delle sue ultime opere (per esempio tutta la serie dei «campi di frumento»). Ma Van Gogh, che nel corso della sua esistenza vendette pochi quadri, non aveva mezzi. Così quando era squattrinato, se il fratello Theo, mercante d'arte a Parigi, non gli mandava in tempo nuove tele, finiva per usare quelle già disegnate per le sue nuove composizioni. Esattamente quello che sembra sia successo con le due opere sovrapposte scoperte a Boston: a ottobre del 1889, quattro mesi dopo aver dipinto i turbinii che caratterizzano «Wild Vegetation», il pittore si servì della stessa tela di canapa per dare vita a «The Ravine». Ora il museo Van Gogh ha deciso di esporre il disegno realizzato in due colori e lontano dall'espressività dei quadri dell'artista in una mostra di schizzi che verrà inaugurata ad Amsterdam la prossima settimana e terminerà il 7 di ottobre. IL FALSO Malgrado la nuova scoperta, il numero delle opere del pittore olandese resta lo stesso. Per un Van Gogh che emerge dal nulla, infatti, un altro se ne va. La notizia l'ha data a malincuore Gerard Vaughan, direttore della Galleria di Melbourne. Il ritratto «Testa di uomo» esposto nella città australiana non è di Vincent van Gogh. Dopo un anno di ricerche, gli studiosi del museo Van Gogh hanno stabilito che è opera di un contemporaneo non identificato del grande maestro. Le differenze stilistiche riscontrate nel confronto con altri ritratti e autoritratti dipinti dall'artista olandese nella seconda metà degli anni 1880 non lascerebbero dubbi sulla paternità dell'opera. Ma non sono state trovate tracce di qualità materiali, sulla tela o sui colori, che non fossero contemporanee di Van Gogh. Nessun pigmento «moderno», che avrebbe potuto esistere in tempi successivi. LA STORIA «Testa di uomo», il ritratto di un uomo barbuto con capelli lunghi e ricci, fino a poco tempo fa era valutato 12 milioni di euro. In Australia era arrivato nel 1939 come parte di un mostra di opere di proprietà di Keith Murdoch, padre del magnate dei media Rupert Murdoch, che allora viveva a Londra. Poi il quadro rimase bloccato laggiù dallo scoppio della Seconda guerra mondiale e la Galleria nazionale decise di comprarlo. «È stato acquistato come opera di Van Gogh e prima di allora era stato accettato come tale da più di dieci anni ha ricordato ieri Vaughan . Ed è importante precisare che non è una contraffazione. Del resto, Van Gogh era considerato un pazzo dai suoi contemporanei, a nessuno piacevano i suoi lavori, non ne ha venduto nemmeno uno in quel periodò, e quindi non c'è ragione che un artista volesse tentare di contraffare le sue opere».
Sotto il dipinto c'è un nuovo Van Gogh
Gli esperti hanno scoperto che la Testa di uomo esposta alla Galleria nazionale di Melbourne è stata dipinta da un artista contemporaneo di Van Gogh, non dal grande maestro olandese. La tela, che era stata attribuita a Van Gogh per oltre settant'anni, è stata analizzata e si sono trovate differenze stilistiche rispetto ad altre opere dell'artista. Il museo Van Gogh di Amsterdam ha scoperto che sotto la tela che Van Gogh usò per The Ravine (Paesaggio con burrone) era nascosto un altro originale del pittore: Wild Vegetation (Vegetazione selvaggia). La scoperta è stata fatta grazie a un disegno realizzato in due colori e lontano dall'espressività dei quadri dell'artista.
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