SPOLETO - Dopo venticinque anni impiegati in recuperi, restauri, accordi e procedure burocratiche, questa mattina si inaugura con una cerimonia ufficiale il museo nazionale del Ducato Longobardo. Oltre al sindaco Massimo Bruni-ni, ci saranno l'assessore regionale Silvano Rometti, il direttore generale per i beni culturali Vittoria Garibaldi e il soprintendente Maurizio Galletti. Attesi anche gli interventi dei professori Bruno Toscano e Salvatore Settis, dell'arcivescovo Riccardo Fontana e del presidente della Fondazione Carispo Dario Pompili. Il ministro Francesco Rutelli, invece, non ci sarà ma dovrebbe essere presente il ministro Fioroni, mentre Vittorio Sgarbi approderà domenica. Insomma, è come se da oggi la città, almeno moralmente, tornasse ad esse re capitale di un Ducato e l'aver acquisito per la Rocca il titolo di museo "nazionale" lascia intendere proprio questo. Certo, l'apertura della struttura arriva dopo un difficile percorso: un progetto da 22 milioni di euro, realizzato grazie agli accordi tra il ministero per i beni e le attività culturali, la Regione Umbria, il Comune di Spoleto e la Cassa di risparmio di Spoleto. Ma per la caparbietà di chi ci ha creduto, un risultato è stato raggiunto: la Rocca non è più solo una struttura, imponente e stratificata di storia, ma vuota. Nelle sue quattordici sale, da oggi, sono finalmente esposti materiali che vanno dal periodo paleocristiano fino al XV secolo attraverso i quali si possono ripercorrere le vicende di uno dei Ducati tra i più importanti d'Italia. Oggi, giorno di battesimo, sarà davvero un'occasione speciale: il museo e la Rocca rimarranno aperti fino alle ventitré. Un regalo ai ritardatari e un'occasione straordinaria per poter entrare in un percorso di grande suggestione anche di notte.