Che manchino gli spazi, che la Pinacoteca di Brera stretta nei suoi 4.800 metri quadrati soffra, lo ammettono tutti. Esperti d'arte, sovrintendenti, assessori e intellettuali hanno sempre confermato un'unica versione. Ovvero, l'altro lato dell'affaire Brera: se l'Accademica soffoca, anche la quadreria voluta da Maria Teresa e ampliata da Giuseppe Bossi, così com'è adesso, rischia di perdere prestigio e visitatori. Sono i numeri a dare qualche dettaglio della crisi: 460 opere stipate in 39 sale e solo 202 mila ingressi nel 2006. Pochi: la Pinacoteca non risulta nemmeno nella «top 30» dei musei statali più frequentati d'Italia. Non che a Milano vada meglio. Basti pensare ai record del Cenacolo Vinciano che da solo, l'anno scorso, ha messo in coda circa 333 mila persone. Troppe opere in poco spazio. E troppi tesori nascosti nei depositi del museo. Dai dipinti di Andrea Solario e Bernardino Luini, alle tele di Mosè Bianchi e Cesare Procaccini fino a quelle di Hayez. Il Seicento e l'Ottocento lombardo. In tutto sono 640 i quadri conservati nelle sale-magazzino. La Pinacoteca soffoca, scoppia. Ecco perché decentrare è necessario, sostiene la sovrintendente, Carla Emilia Spantigati. Che, però, ribadisce: «Nei nostri depositi non abbiamo capolavori che vengono sottratti al pubblico. E comunque da anni organizziamo "Brera mai vista", iniziativa nata con lo scopo di far conoscere le opere solitamente non esposte». Risposta secca. Cui segue una provocazione: «Se mai chi nasconde è l'Accademia, ma non voglio sollevare polemiche». Agosto 2007. Pochi turisti si aggira-no nel palazzo sorto su un convento trecentesco degli Umiliati e poi passato ai Gesuiti. L'ingresso non è dei migliori (nonostante sia assicurata l'apertura per tutta l'estate, giorno di Ferragosto compreso): un ponteggio coperto da un telo grigio sfilacciato da il benvenuto ai visitatori. Da tre anni. «I lavori alle facciate esterne spiega Alberto Artioli, soprintendente per i Beni architettonici si sono prolungati perché in fase di restauro ci siamo accorti che anche il tetto era in condizioni pietose. Ci vuole un po' di pazienza (servirà ancora un anno), ma c'è di buono che è tutto a costo zero; gli oneri sono pagati da una ditta in cambio di pubblicità». «Imminentissima» (si parla del prossimo autunno) anche la ristrutturazione del cortile interno. Tempi previsti: un anno. Incrociando le dita.
Brera. Troppi dipinti in magazzino, alla Pinacoteca serve spazio
La Pinacoteca di Brera a Milano soffre di una crisi di spazio, con 460 opere in 39 sale e solo 202 mila ingressi nel 2006. La quadreria, voluta da Maria Teresa e ampliata da Giuseppe Bossi, rischia di perdere prestigio e visitatori. I numeri mostrano che la Pinacoteca non è tra i musei statali più frequentati d'Italia. La sovrintendente Carla Emilia Spantigati sostiene che decentrare è necessario, ma ribadisce che i depositi del museo non contengono capolavori che vengono sottratti al pubblico. L'Accademia di Brera è accusata di soffocare la Pinacoteca, ma la sovrintendente non vuole sollevare polemiche.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo