Non piace l'ascensore del Vittoriano. Progettato dall'architetto Paolo Rocchi per un costo complessivo di 1.155 mila euro, l'opera è stata realizzata tutta in vetro e acciaio. A quanto sembra gli ascensori costruiti per arrivare in cima e godere della splendida vista su Roma dalla terrazza dell'altare della Patria, non hanno attirato le simpatie dell'opinione pubblica. Per il senatore della Margherita, Roberto Manzione gli ascensori sono «uno scempio artistico indifendibile». Per questo l'esponente DI ha annunciato che «trentaquattro deputati hanno firmato una interpellanza urgente al ministro Rutelli per chiedere la rivisitazione delle scelte già fatte per il Vittoriano a Roma». «Quello che sorprende», ha spiegato Manzione, «è che gli ascensori, per realizzare i quali esistevano progetti molto meno invasivi, rappresentano un corpo estraneo all'architettura dell'opera di Giuseppe Sacconi e non si comprende come la Soprintendenza di Roma abbia potuto autorizzare la realizzazione di tale discutìbilissima operazione». Ed ha poi aggiunto, «l'altro aspetto negativo è rappresentato dalla blasfema violazione della sacralità del monumento». Altro elemento che non è piaciuto al senatore della Margherita è la caffetteria che è presente all'ultimo piano del Vittoriano. «L'altare della Patria rappresenta per gli italiani una evocazione di alti valori ideali», ha sottolineato Manzione, «la sacralità del monumento è incompatibile con quelle attività turistico-ricreative che vengono offerte sulla terrazza del sacrario, attraverso l'uso di una caffetteria-catering e dei suoi civettuoli orpelli». Ma dal Vittoriano restituiscono subito le critiche al mittente. «Un complesso monumentale, che ha visto nel 2006 l'ingresso gratuito di oltre 1 milione e 600 mila visitatori, non può non offrire un servizio di veloce ristorazione», tuonano dall'ufficio stampa del Vittoriano. «La caffetteria», precisano, «fu volutamente allestita alle spalle del Vittoriano, sulla Terrazza Ara Coeli, in uno spazio ben distante dal Sacello del Milite Ignoto, peraltro in un'area costruita in epoca successiva dal Brasini nel 1936 per costituire un collegamento con la Piazza del Campidoglio. Dal 2002 la caffetteria non ha subito alcuna modifica né tanto meno alcuna critica». Nella bagarre per l'ascensore è intervenuto anche il deputato della Margherita, Roberto Giachetti. «Nelle ultime settimane», spiega Giachetti, «Manzione ha avuto gli onori delle cronache per la sua infaticabile azione al Senato per mettere in atto trucchi e trabocchetti contro i provvedimenti del governo e della maggioranza. Ora, improvvisamente, decide di rivolgere la sua attenzione alla sacralità del Vittoriano e si preoccupa per le attività turistico-ricreative che verrebbero offerte sulla terrazza». «Manzione», si chiede, «c'è stato al Vittoriano? È salito sulle terrazze?».