Se le istituzioni fiorentine soffrono in silenzio per i fondi destinati alle città d'arte che dovrebbero arrivare da Roma e che invece non arrivano mai, sull'accademia della Crusca il lamento è palese e sonoro. Tanto che il presidente della commissione cultura del comune gigliato Dario Nardella hà scritto una lettera accorata al ministro per i rapporti con il Parlamento e la riforme istituzionali Vannino Chiti e a tutti i deputati toscani. «Le cifre riconosciute dagli Enti della Pubblica Amministrazione e ministeriali per le attività e la sopravvivenza dell'Accademia sono scoraggianti proprio perché largamente insufficienti: a fronte di un bilancio di poco inferiore a 1 milione di euro, i contributi percepiti riescono a coprire voci di spesa solo per un totale di circa 550 mila euro». Nonostante questo stato di cose il presidente e il vicepresidente della Crusca Francesco Sabatini e Nicoletta Maraschio sono riusciti a chiudere il bilancio in una condizione di pareggio, riducendo al minimo le spese di sostentamento dell'istituto che sono, dice ancora Nardella «conseguenza diretta dei progressivi tagli ai finanziamenti pubblici». L'accademia peraltro ha solo una persona dipendente fissa e si avvale della collaborazione di 5 unità di personale a contratto trimestrale anche se la nuova connotazione come ente pubblico obbliga l'accademia alla nomina di un direttore amministrativo che si aggiunge alle voci di spesa ordinarie. Chiude il quadro economico un debito di oltre tre milioni di euro di affitto da parte dell'accademia nei confronti del suo locatario. Da qui l'appello accorato del comune di Firenze al governo e al parlamento per un pronto intervento «a sostegno delle attività dell'accademia, custode della lingua italiana e tratto identitario della storia della nostra città». Firenze lancia dunque l'allarme e Roma risponde. Un po' a modo suo per la verità. Infatti il sottosegretario dei Beni culturali Andrea Marcucci rispondendo alla richiesta di interessamento e di aiuto riconosce che per il triennio 2003-2005 si è registrata dapprima una riduzione dei contributi pari all'1,60 per cento. Nel triennio 2006-2008 invece i contributi dell'accademia hanno riscontrato una riduzione del 6,40 per cento per il 2006 e del 13,35 per cento del 2007. Dunque il governo darà più fondi alla Crusca? Rimedierà ai tagli della finanziaria? «Sarà necessario», si limita a dire Marcucci, «un intervento concordato con l'agenzia del demanio per ottenere l'esenzione totale del pagamento dei canoni d'affìtto dell'accademia. Su cui il ministero si impegna a intervenire in occasione della prossima manovra finanziaria». Vedremo.
Senza sostegni la Crusca rischia di chiudere
L'accademia della Crusca, istituzione fiorentina che custodisce la lingua italiana, soffre di una grave carenza di fondi. Il presidente della commissione cultura del comune di Firenze, Dario Nardella, ha scritto una lettera al ministro Vannino Chiti richiedendo aiuti per il bilancio dell'istituto. Le cifre riconosciute dagli Enti della Pubblica Amministrazione e ministeriali sono insufficienti, con un bilancio di poco inferiore a 1 milione di euro che copre solo circa 550 mila euro. Nonostante ciò, il presidente e il vicepresidente della Crusca hanno chiuduto il bilancio in pareggio.
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